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Un fuggevole battito d'ali: la storia di Calle nel libro realizzato dalla madre e dagli amici

Una vita breve ma non incompiuta per quell'uragano di scherzi e trovate che era Calle, ancora presenza viva nelle vite di tutti coloro che lo hanno conosciuto

Alessandro Callegati, Calle per gli amici, aveva 37 anni quando morì per una grave malattia, scoperta troppo tardi. Era il 2002: lasciò la madre, vedova, e tanti amici che con lui condividevano la passione per i fumetti e la fantascienza, i giochi e il cinema. La sua eredità è fatta di racconti, idee, disegni e, soprattutto, fumetti, lasciati alla madre e agli amici, "ciò che più si avvicina a dei fratelli", come li definiva lui, figlio unico. Per loro negli anni '80 aveva creato la fanzine "Fantacalle", collana di fumetti ideata, disegnata, stampata (tiratura massima 30 copie) e distribuita agli amici di sempre, quelli conosciuti in piazza Saffi all'edicola della Flavia, luogo di ritrovo per gli appassionati di fumetti, sui banchi dell'istituto Geometri o in giro per il centro di Forlì, quella "Forlonia" che faceva da sfondo a tutte le sue storie.
 
Idee e immagini nate dalla sua testa brillante, ironica e gentile, oggi raccolte nel libro "Un fuggevole battito d'ali", realizzato dalla madre Lidelba Peci Meltoni, per tutti "Giordana, la mamma di Alessandro", con l'aiuto della nipote Francesca e degli amici di Calle, capitanati dall'infaticabile Marco Verni. Questa corposa raccolta è stata presentata e distribuita gratuitamente ai presenti sabato 26 novembre nella sala della chiesa dei Romiti, durante un momento di festa per ricordare insieme questo eterno ragazzo, in occasione del suo compleanno.

 
Il volume è firmato a quattro mani, Lidelba Peci Maltoni e Alessandro Callegati: la madre, oggi 90enne, racconta la sua incredibile vita, quando nel '44 era una staffetta partigiana nascosta nelle grotte di Castiglione, quando vide morire i suoi familiari per la guerra e la malattia e quando, pur nelle difficoltà, fu di nuovo felice, col marito e il piccolo Alessandro in un appartamentino del centro storico. Poi la perdita del marito e la malattia di Calle: "Non bisogna però mai smettere di amare la vita - ha detto Giordana durante la presentazione del volume - che è tanto bella e breve". Una vita breve ma non incompiuta per quell'uragano di scherzi e trovate che era Calle, ancora presenza viva nelle vite di tutti coloro che lo hanno conosciuto. 

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