Insieme combattono il tumore e lo vincono: la storia di Giulia e Simone raccontata sui social a "puntate"

La storia a "puntate" sta diventando quasi "virale" e sta appassionando un pubblico sempre più vasto di persone

L’Istituto Oncologico Romagnolo quest’anno ha deciso di celebrare l’amore, inteso come forza positiva, come arma imprescindibile nella battaglia contro il cancro. La campagna social che nella pagina ufficiale Facebook ha visto coinvolti la coppia Giulia e Simone, ex paziente lei di 29 anni di Soci, cardiologo lui di 38 anni di Foiano, la cui storia a "puntate" sta diventando quasi "virale" e sta appassionando un pubblico sempre più vasto di persone, è solo un esempio di quanto lo Ior abbia deciso di valorizzare questo sentimento.

Il San Valentino dello Ior: le iniziative

Le forme in cui l’amore si manifesta all’interno della lotta contro i tumori sono molteplici e molto diverse: da quella più classica, in cui il partner fa sentire la sua vicinanza alla compagna o al compagno colpito, a modelli meno tradizionali. Il volontario che dedica tempo ed energie ad ascoltare le sofferenze di un paziente, o ad accompagnarlo presso una struttura ospedaliera perché non ha nessun altro che possa trasportarlo; il ricercatore che sta ben oltre l’orario lavorativo in laboratorio per far sì che l’oncologia non arresti i suoi progressi; il donatore che invece di farsi un regalo preferisce contribuire a questi sforzi con un’offerta: sono tutti atti che denotano grande amore.

La storia

Simone è cardiologo all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, mentre Giulia, dopo aver conseguito un master in cure palliative e terapie del dolore, si occupa di assistenza domiciliare all’Hospice di Forlimpopoli. Il loro amore è nato in corsia. "Da quel giorno non abbiamo mai smesso di sentirci". "Lei è una persona gioiosa e volevo una persona così accanto", sono le parole di Simone. Dal primo appuntamento in un parcheggio, con un forte abbraccio caloroso, alla scoperta della malattia nel maggio del 2017. Il cardiologo ha notato qualcosa di anomalo all’altezza del seno della compagna. "Come un nocciolo di una ciliegia". Un tumore. "Dopo la diagnosi ho pianto tanto - confessa Giulia -. Continuavo a ripetere che non volevo morire. Ma lui mi ha detto di star tranquilla, con una tale naturalezza che ho cominciato a pensare: allora non è niente". E' nato così un cammino di operazioni, chemioterapia e radioterapia.

"Ci ho messo tanto tempo a riconoscermi per quella che ero - dice Giulia -. Mi guardavo allo specchio e ritrovavo solo i miei occhi. Tant'è che un giorno chiesi a Simone: "Ma tu mi hai amata anche quando ero pelata e gonfia di cortisone?". E lui mi ha risposto: "Io mi sono innamorato di nuovo di te in ogni tua forma". Quando tutte le certezze riguardo il proprio futuro, e il proprio aspetto, vengono meno, avere una persona di fianco che ti guarda con gli stessi occhi innamorati di sempre è una continua riconferma che ti fa superare anche i momenti più duri". La storia ora è un appuntamento dei canali social dell’Istituto Oncologico Romagnolo. L'amore ha trionfato. Giulia ora sta bene. E' possibile fare un gesto d'amore verso chi soffre, e verso un futuro senza cancro, al link https://bit.ly/AmoreperlaRicerca

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