rotate-mobile
Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Enormi nubi nere 'danzano' sopra Forlì: lo spettacolo degli storni spiegato dall'esperto

In questi giorni possiamo osservare raggruppamenti consistenti anche di diverse centinaia di individui che si accalcano sui rami degli alberi o sui prati, nei rivali dei fiumi o allineati sui cavi elettrici

Nei cieli di Forlì, in questi giorni, si sta assistendo ad uno spettacolo affascinante: enormi nubi nere sembrano danzare al ritmo di una musica immaginaria, formando disegni con movimenti sinuosi e armonici. "Sono enormi stormi formati da Storni (Sturnus vulgaris) un uccello delle dimensioni di un merlo e con piumaggio dai colori cangianti - dice l'esperto Riccardo Raggi, guida ambientale escursionistica e fondatore di RomagnaTrekking - se da lontano appare nero, come gli uccelli di carducciana memoria, da vicino possiamo ammirare i riflessi metallici verdi e violacei (più evidenti in estate) e le fitte punteggiature chiare su tutto il corpo". 

In questi giorni possiamo osservare raggruppamenti consistenti anche di diverse centinaia di individui che si accalcano sui rami degli alberi o sui prati, nei rivali dei fiumi o allineati sui cavi elettrici. "La sua presenza può risultare ingombrante sia per gli eventuali danni che può provocare alle coltivazioni (più spesso in estate nei frutteti) sia per le deiezioni che vengono lasciate (specialmente nei dormitori notturni, dove si accalcano al termine della giornata). Lo Storno è una specie migratrice, parzialmente sedentaria e svernante - dice ancora Raggi - la frenesia con cui stiamo vedendo ammassarsi gli individui in questo periodo è con tutta probabilità dovuta all’esigenza di fare “rifornimento” prima della migrazione autunnale. L’accorciarsi delle giornate e le basse temperature hanno innescato quel meccanismo innato e ancestrale che li spinge istintivamente a spostarsi verso territori più ricchi di risorse alimentari" 

"Lo spettro alimentare dello Storno è ampio e spazia dagli insetti alla frutta, senza disdegnare invertebrati quali chiocciole, lumache o lombrichi e, all’occorrenza, può predare anche uova: questa sua plasticità alimentare gli permette quindi di poter reperire sempre cibo in ogni stagione - dice ancora la guida ambientale - In Italia lo Storno è maggiormente distribuito al centro nord e, di conseguenza, è probabile che i contingenti romagnoli che migrano verso sud possano essere rimpiazzati da popolazioni nordiche (italiane o europee). Il consiglio che si può fornire in questi giorni, prima che il freddo allontani definitivamente questi singolari uccelli, è quello di fermarsi per qualche minuto ad ammirare le loro evoluzioni in cielo, pattuglie acrobatiche volanti che perfettamente sincronizzate fra loro che possono regalarci alcuni momenti di poesia", conclude Raggi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Enormi nubi nere 'danzano' sopra Forlì: lo spettacolo degli storni spiegato dall'esperto

ForlìToday è in caricamento