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La frana sulla SS67 di qualche mese fa

La frana sulla SS67 di qualche mese fa

Statale del Muraglione, la strada della vergogna: "Percorso da terzo mondo"

A causa della disastrosa situazione colabrodo della strada statale 67 Forlì-Firenze del Muraglione, la valle del Montone o Acquacheta è ridotta ormai non solo alla Cenerentola della Romagna, ma addirittura a territorio da terzo mondo

"A causa della disastrosa situazione colabrodo della strada statale 67 Forlì-Firenze del Muraglione, la valle del Montone o Acquacheta è ridotta ormai non solo alla Cenerentola della Romagna, ma addirittura a territorio da terzo mondo". Inizia così il pensiero del sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, in merito alla strada statale 67 "Tosco Romagnola", troppo spesso al centro delle cronache per incidenti, frane, smottamenti, fondo sconnesso e tutto quanto non dovrebbe accadere su una delle arterie principali della viabilità romagnola.

Il tema è stato posto anche all'attenzione del ministro delle Infrastrutture e Trasporti con una azione parlamentare congiunta tra Forlì e Firenze, che ha visto come protagonisti i deputati Marco Di Maio (forlivese) e David Ermini (della provincia di Firenze), uniti nel sollecitare ministero e Anas a fare di questa arteria una priorità.

COLLEZIONE DI PROBLEMI - "Il viaggio sulla 67 - dice il primo cittadino rocchigiano - si trasforma in un rischioso percorso “on the road”. Profonde buche e fondo sconnesso per chilometri, frane storiche e recenti abbandonate da mesi o anni a segnaletica o barriere arrugginite, cunette piene di terra, foglie, rami ed erba sfalciata durante l’estate e abbandonata lì, fango, melma e acqua quando piove che invadono la carreggiata per centinaia di metri, barriere penzolanti o inesistenti su scarpate o precipizi sul fiume sottostante, sono i protagonisti di quella che sulle cartine stradali dovrebbe essere “la strada dei due mari” o delle città d’arte Ravenna-Firenze via Forlì e il Muraglione".

UNA STRADA PERICOLOSISSIMA - Invece è "ridotta a mulattiera impercorribile e pericolosissima per l’incolumità di chi la percorre ogni giorno, specialmente nel tratto Castrocaro-San Benedetto in Alpe, strada dimenticata da Dio e dagli uomini. Anche noi sindaci della valle, che da anni segnaliamo la ormai insostenibile situazione all’Anas, alla Prefettura, al Ministero delle Infrastrutture e a tutte le istituzioni e ai politici romagnoli e nazionali, non troviamo più nessuno che ci ascolta. Una strada così malridotta, a differenza per esempio delle consorelle provinciali delle valli parallele, sta mettendo in ginocchio la già difficile situazione economica e sociale della valle, come dimostrano le continue segnalazioni a noi sindaci di imprenditori, operatori turistici cittadini, camionisti, automobilisti e perfino motociclisti e ciclisti".

DA POSSIBILE SUPERSTRADA A PERCORSO IMPERVIO - "Quella che negli anni Settanta doveva diventare una superstrada, con tanto di traforo del Muraglione per collegare in poco tempo la Romagna con la Toscana, è diventata dopo pochi decenni un impervio percorso rischioso per le carrozzerie ed i pneumatici dell’auto, per frane e smottamenti, evitata dal traffico.  L’incanto sta divenendo disincanto e rassegnazione. Parafrasando a rovescio il filosofo Nietzsche, secondo il quale “la strada per la grandezza passa attraverso il silenzio”, noi della valle del Montone, se non vogliamo finire nell’irrimediabile bassezza o chiusura della valle, dobbiamo rompere il silenzio e urlare ai quattro venti il diritto ad avere una via di comunicazione degna di un Paese civile" conclude il sindaco di Rocca.

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