Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Stretta di Natale, l'agonia di bar e ristoranti. "Ristori? Elemosina. Serve ben altro"

I pubblici esercizi, evidenzia Zattini, "stanno vivendo una situazione drammatica e da ottobre sono sottoposti ad uno stilicidio di provvedimenti"

La "cronaca di una morte annunciata". Perchè "senza adeguati e immediati ristori per tante, troppe aziende del settore sarà un'impresa impossibile reggere ai nuovi ingenti danni che le limitazioni determineranno". Alberto Zattini, direttore di Confcommercio-Ascom Forlì, commenta così l'ultima stretta annunciata dal premier Giuseppe Conte per le festività natalizie e che prevede tra la limitazione dell'attività di bar e ristoranti, che dal 24 al 6 gennaio operanno solamente in modalità asporto fino alle 22 o con consegne a domicilio.

Una situazione drammatica

I pubblici esercizi, evidenzia Zattini, "stanno vivendo una situazione drammatica e da ottobre sono sottoposti ad uno stilicidio di provvedimenti". E mentre i ristoratori si preparavano ad accogliere i propri clienti per i pranzi festivi, secondo le disposizioni del dpcm del 3 dicembre, è arrivata la nuova stretta, in "un periodo che da solo vale circa il 20% del fatturato di un intero anno. In sostanza il governo, con questa decisione, si assume la responsabilità di decretare la morte di un settore fondamentale per i valori economici e sociali che esprime".

Si moltiplicano i ritrovi familiari

Zattini tiene a ribadire un concetto già espresso in passato: "I pubblici esercizi sono posti sicuri, con gli esercenti che seguono con attenzione i protocolli anti-covid imposte dal governo. All'interno si può stazionare e consumare". Con i ristoranti che in "zona gialla" chiudono alle 18 e che in fascia "rossa" e "arancione" possono operare solo da asporto fino alle 22 o con consegne a domicilio, "si stanno moltiplicando le cene in famiglie. E tutti stanno cercando l'escamotage per cercare di arginare la norma dei due familiari, per ritrovarsi in una decina in casa. Questo è un provvedimento demenziale, che lascia sottointendere da parte del governo una totale incapacità nel gestire questa situazione".

Gli aiuti

Capitolo ristori: "Sono briciole a fronte di una chiusura che comporterà enormi perdite per i pubblici esercizi. E' uno dei periodi più importanti dell'anno, che serve alle imprese per far quadrare i bilanci. Avere i ristori previste dal Decreto Rilancio è ricevere l'elemosina. E non è quello di cui c'è bisogno, ma servono interventi importanti che gli consentono di sopravvivere".

Rimarca il direttore di Ascom-Confcommercio: "I pubblici esercizi non sono solo numeri; sono i volti e le mani dei gesti quotidiani, una componente simbolica e materiale della vita quotidiana degli italiani, dei loro ricordi e della via trascorsa insieme. E vorrebbero continuare a lavorare: lavorare non per mettere a rischio il Paese, ma per mettere in sicurezza un patrimonio imprenditoriale e sociale che contribuisce al futuro di tutti".

Le nuove disposizioni lasciano alle spalle "due sensazioni poco gradevoli. La prima, più generale, è quella di un Paese stanco, stanco di reagire, persino di capire che – spossato da incertezze e instabilità - sta perdendo il senso e la rotta. La seconda, che riguarda i pubblici esercizi, che è la perdurante impressione di uno spiacevole pregiudizio che lo accompagna, con la fastidiosa distinzione tra attività economiche essenziali e non essenziali che finisce per oscurare la realtà".

Lo shopping di Natale

Zattini fa il punto anche sullo shopping di Natale: "Il centro storico di Forlì, in questi ultimi giorni, ha avuto un po' di vivacità e qualcosa si è animato. Ma la spesa complessiva subirà una contrazione rispetto agli anni precedenti, perchè le persone sono spaventate dalla situazione. I dati evidenziano infatti un aumento dei risparmi in banca". Guardando alla realtà forlivese, "uno su quattro non farà regali". Ma c'è anche un aspetto positivo: l'apertura dei centri commerciali all'aperto. "Questo dà la possibilità a quegli esercizi che stavano subendo la chiusura nei fine settimana di vedere sanata una chiusura che definisco illegittima, grazie ad un'interpretazione normativa specifica del Comune di Forlì, con l'assunzione di responsabilità da parte del sindaco".

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