menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Studentessa incinta protesta: "Discriminata dalla scuola". La replica: "Fatto tutto per sostenerla"

Molto arrabbiata è una studentessa 19enne di un liceo forlivese che, dopo alcuni mesi passati a suo dire tra le discriminazioni ha deciso di segnalare la sua problematica

Il diritto alla gravidanza e a non doverne scontare degli effetti negativi per la propria carriera, lavorativa o scolastica che sia, è un diritto riconosciuto da molte leggi, ma come spesso capita è nelle pieghe della norma e nelle burocrazia sclerotica che si annidano poi i problemi. Dieci giorni fa una 29enne ha lamentato una discriminazione, dovendo sostenere un esame pubblico per accedere ad una specializzazione per i suoi studi di medicina. Pur essendo all'ottavo mese di gravidanza, le è stato negato per diverse ore di recarsi in bagno, facendo scoppiare la sua ira che si è tramutata in una lettera aperta. E molto arrabbiata è anche una studentessa 19enne di un liceo forlivese che, dopo alcuni mesi passati a suo dire tra le discriminazioni ha deciso di segnalare la sua problematica.

La giovane si trova ormai al nono mese di gravidanza e quindi in una fase di “maternità obbligatoria” che non significa solo divieto di attività lavorativa, ma anche divieto – come assenza giustificata – di frequentare i banchi di scuola. Le gravidanze durante gli anni della scuola superiore, pur essendo piuttosto rare, fino a qualche decennio fa erano situazioni che la scuola pubblica comunemente affrontava. Ma a detta della studentessa l'istituto scolastico sarebbe andato nel pallone, sebbene la vicepreside della scuola spieghi, fornendo cortesemente tutte le informazioni di dettaglio, che tutte le procedure sono state rispettate e tuttora viene dato seguito ad un accordo trovato con l'assistenza dei servizi sociali e di una psicologa.

Tutto è partito a giugno, quando la giovane, frequentante la quarta classe si è trovata bocciata inaspettatamente. “Nei mesi precedenti ci erano state prospettate solo due insufficienze, niente di catastrofico – spiega la madre della studentessa -, poi però è arrivata la bocciatura, argomentata telefonicamente col fatto che così mia figlia 'avrebbe avuto più tempo per occuparsi del bambino'. Una motivazione che mi ha lasciato perplessa ma abbiamo comunque rinunciato a fare ricorso contro la bocciatura”. Respinge del tutto l'accusa l'istituto scolastico, che risponde che la bocciatura è derivata “esclusivamente dal quadro dei voti riportati dalla studentessa”.

Poi alla ripresa dell'anno scolastico la seconda amara sorpresa. “Mi sono presentata il primo giorno di scuola nella mia nuova classe e, a parte che diversi docenti mi dicevano che avevo sbagliato classe e che dovevo essere in quinta come se non fossero informati della bocciatura, mi sono ritrovata che non ero iscritta, mi hanno risposto che risultavo 'ritirata'. E qui mi è scattato il panico”, spiega la studentessa che, anche per via del suo stato di gravidanza, come è normale che sia, fatica a controllare emozioni che in altre circostanze sarebbero affrontate più razionalmente. Su questo è lo stesso istituto scolastico a riconoscere un errore. Purtroppo quest'istituto, come molti altri, ha un preside reggente, in questo caso addirittura a metà con una scuola superiore di Faenza, ed era vacante anche il posto del responsabile amministrativo. Il caos dell'inizio dell'anno scolastico avrebbe creato l'intoppo. “E' stato un refuso increscioso della segreteria che ho risolto personalmente in tre giorni”, spiega la vicepreside, che poi risponde anche alla lamentela che il dirigente non si è mai fatto vivo non solo per scusarsi dell'accaduto, ma anche non incontrando mai questa famiglia.

“Il dirigente è disponibile per un incontro – spiega la vicepreside -, ma va detto che ci sono stati diversi incontri a scuola  con i docenti, la studentessa e la sua famiglia, con l'assistenza dei servizi sociali e di una psicologa, soggetti coinvolti dalla scuola stessa, nel corso dei quali si sono stabilite le modalità per permettere alla ragazza di poter stare al pari con gli studi e il programma svolto in classe”. Tutto questo sia condividendo le informazioni sul registro elettronico, ma anche con l'impegno di alcuni docenti di tenere la studentessa informata per via più brevi e informali, “tanto che sono state programmate delle verifiche in classe per permetterle di avere un quadro definito di valutazioni per il primo quadrimestre prima del parto”, spiega sempre la vicepreside. Tuttavia a detta della famiglia anche questo canale di comunicazione ora non starebbe funzionando. “Facciamo fatica ad avere informazione, a poter andare avanti, anche da casa, col programma. E di questo passo temiamo che si formino i presupposti per una nuova bocciatura”. Una situazione che questa famiglia reputa ingiusta e discriminatoria, mentre la maternità dovrebbe essere massimamente tutelata. Sul punto risponde la vicepreside: “Questo non ci risulta, tutte le informazioni vengono annotate sul registro elettronico, consultabile da casa. L'unica richiesta che non è stata accolta – conclude la vicepreside – è stata quella di consegnare le verifiche a casa, per un fatto di equità rispetto agli altri studenti”. Insomma, una situazione di tensione che ora si spera si possa stemperare, affinché la scuola possa svolgere fino in fondo il suo ruolo educativo e a questa giovane futura mamma di non vedere compromessa la sua carriera scolastica, dimostrando che studi e maternità possono convivere armoniosamente.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento