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Matteo (a sinistra) nella sua veste di chef assieme alla famiglia (immagine tratta da Facebook)

Matteo (a sinistra) nella sua veste di chef assieme alla famiglia (immagine tratta da Facebook)

Su Facebook il dolore della madre: "Matteo non possiamo vivere senza di te"

La morte di Matteo Giglio ha colpito tanti forlivesi. Su Facebook si susseguono i messaggi, a cominciare da quello dei genitori, il cui dolore diventa palpabile nel leggere quanto scritto dalla madre sulla bacheca

La morte di Matteo Giglio ha scosso il lungo fine settimana di Ferragosto a Forlì. La sua prematura scomparsa nel tragico incidente di venerdì in Veneto, ha gettato nello sconforto la famiglia e i tanti amici su cui Matteo poteva contare. E in attesa di conoscere il giorno e l'ora dei funerali, su Facebook si susseguono i messaggi, a cominciare da quello dei genitori, il cui dolore diventa palpabile nel leggere quanto scritto da loro sulla 'bacheca' della profilo personale di Matteo.

“Amore mio, dacci la forza di continuare a poter vivere senze di te, ti prego, non ce la faccio, io e il babbo siamo disperati – si legge in un post nel suo profilo, scritto probabilmente dalla madre -. Ti amiamo, ti adoriamo, ti vogliamo un bene immenso. Ti prego dacci un segno perchè ce ne possiamo fare una ragione... la tua Mimmi (è così che mi chiamavi) Ciao Matteo, Angelo mio”.

I messaggi sulle bacheca dimostrano quanto amato e apprezzato fosse Matteo. “Ciao Ufo! - gli scrive un'amica utilizzando il suo soprannome - Grazie di tutto...grazie per le chiacchiere, per le serate in compagnia, per le risate, per le sciate, per i tuoi piatti squisiti. Motociclista, ma soprattutto grande chef e tenace ciclista. Ti porteremo sempre con noi”.

“Non serve a nulla scrivere su questa bacheca che non leggerai più – ammette un'altra utente di Facebook -. Ma non riesco a capacitarmene!!! Non voglio farlo..Non saprei che altro dire se non che lasci un immenso vuoto soprattutto a chi ti conosceva da tanto e come me ti considerava di famiglia”. E qualcuno ne ricorda le grandi doti di chef: “erano bastate poche chiacchiere e una fetta della tua torta alla robiola per capire che eri speciale...ciao Ufo”.

Anche il giornalista del Corriere Romagna, Pietro Caruso, ha lasciato una propria testimonianza. “Faccio il giornalista da 31 anni ma la morte di Matteo mi ha colpito molto più del solito. Purtroppo per noi la morte è cronaca quotidiana, ma quel giovane promettente ci priva tutti di qualcosa di grande. Le ali della giovinezza e le sue speranze. Un caro abbraccio a papà Giorgio, alla mamma, al fratello Michele”. E forse un commento sulla bacheca di Matteo esprime meglio di tutti gli altri la sua essenza: “eri umile e buono come un pezzo di pane, ti ricordero' sempre così”.
 

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