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Suicidio Di Carlo, "piango al pensiero dei 162 euro"

Due roghi, due suicidi che è quasi naturale ricollegare, quello del forlivese Angelo Di Carlo e quello di Giuseppe Campaniello, l'artigiano di Ozzano, nel Bolognese, che si diede fuoco il 28 marzo

Due roghi, due suicidi che è quasi naturale ricollegare e mettere assieme, quello del forlivese Angelo Di Carlo e quello di  Giuseppe Campaniello, l'artigiano di Ozzano, nel Bolognese, che si diede fuoco il 28 marzo a causa dei debiti col Fisco, schiacciato da Equitalia. E dopo cinque mesi piange  Tiziana Marrone, la vedova di Campaniello, alla notizia della morte di Di Carlo. Tutti e tre sono simboli: due purtroppo deceduti e la terza simbolo di chi soffre, rimanendo in vita.

Raggiunta telefonicamente dall'ANSA che l'ha sentita su un altro rogo suicida, quello davanti a Montecitorio di Angelo Di Carlo dice Marrone: "Sono sgomenta e inorridita dalle cose che stanno succedendo in Italia da un po' di anni. La cosa che mi ha fatto più dispiacere è che quell'uomo ha lasciato quei 162 euro al figlio. Ci ho pianto, so cosa significa. E un padre che lascia 162 euro al figlio (lo dice piangendo, ndr) mi fa star male: 'questo e' quello che posso lasciartì'". Un gesto disperato. E infatti Tiziana Marrone argomenta: "Queste persone non sono depresse, né esaltati, nemmeno esauriti. Sono persone disperate che arrivano a fare questi gesti perché hanno una dignità. La vergogna fa fare queste cose”.

E ancora: “Anche Angelo Di Carlo, come tanti altri, non aveva fatto capire niente in famiglia. Tutti sapevano quale fosse la sua condizione, i problemi di lavoro, la morte della moglie, ma era un uomo normale".

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