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Angelo Di Carlo

Angelo Di Carlo

Suicidio Di Carlo, Forlì in diretta radio per ricordare Angelo

Due collegamenti da Forlì, in diretta su Rai Radio 3, nel programma "Tutta la città ne parla", sul suicidio di Angelo Di Carlo, che si è dato fuoco davanti a Montecitorio l'11 agosto

Due collegamenti da Forlì, sul suicidio di Angelo Di Carlo, che si è dato fuoco davanti a Montecitorio l'11 agosto, morendo 8 giorni dopo, per le ustioni. A parlare in diretta su Rai Radio 3, nel programma “Tutta la città ne parla”, il fotografo di Forlitoday-Romagnaoggi, Cristiano Frasca, da Piazza Saffi, dove si è tenuto un presidio in ricordo di Angelo, e Raffaella Pirini, consigliere comunale di Destinazione Forlì, alla quale, Sgargy, questo il soprannome di Di Carlo, ha scritto poco prima del tragico gesto.



Comincia a ricordare il dramma Pirini: “E' difficile parlare di una situazione così tragica. Angelo era un convinto ambientalista, una persona per bene, che si è sempre impegnata per la società. L'unico gesto distruttivo l'ha fatto, purtroppo, nei confronti di sé stesso – Pirini si commuove mentre racconta – Ha inviato la cartolina a me come rappresentate politico, oltre che come amica e conoscente. Il suo è stato sicuramente un gesto di protesta. Aveva creduto davvero nel porta a porta, ma, come scrive, è rimasto deluso da come è stato realizzato.  Lo vedeva anche come un'opportunità per nuovi posti di lavoro, per tanti come lui alla ricerca di un nuovo impiego, ci teneva tantissimo”.

Frasca, interviene in diretta da Piazza Saffi, sottolineando come la tragedia sia sulla bocca di tutti. Parla dalla piazza Roberto, un cittadino forlivese ed ex vigile del fuoco, che comunica le proprie impressioni: “Perdere il lavoro al giorno d'oggi può portare alla disperazione. Certamente con questo gesto ha voluto dimostrare qualcosa, perchè ha scelto di farlo davanti a Montecitorio. Probabilmente voleva lanciare un messaggio ai nostri politici. Ha scelto una morte dolorosa”. Intanto in piazza Saffi si sono radunati gli organizzatori del presidio, che hanno esposto uno striscione, “Il mandante è lo Stato. Ciao Angelo”.


 

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