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Foto tratta dal web

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Taglia illegalmente la coda a cuccioli di cane: denunciato allevatore a Forlimpopoli

Durante normali controlli sulle condizioni di detenzione degli animali, a fine luglio 2013, nella prima periferia di Forlimpopoli sono stati trovati presso un allevatore amatoriale, due cuccioli di cane di circa due mesi, con la coda mozzata

Durante normali controlli sulle condizioni di detenzione degli animali, a fine luglio 2013, nella prima periferia di Forlimpopoli sono stati trovati presso un allevatore amatoriale, due cuccioli di cane di circa due mesi, con la coda mozzata. Da una prima ricostruzione dei fatti, pare che le code dei cuccioli siano state strette fortemente da elastici in modo da provocarne la necrosi con successivo distacco della parte. Lo comunicano in una nota le Guardie Zoofile Ambientali. “Tale dolorosa quanto arcaica pratica finalizzata all'amputazione di una parte della coda è vietata dal punto di vista legale”.

“Il taglio della coda è praticabile in casi eccezionali, con metodologia chirurgica ed in anestesia, soltanto nella prima settimana di vita dell'animale. - si legge - Solamente un medico veterinario, che ne abbia constatato secondo scienza e coscienza, concreta esigenza per il benessere dell'animale stesso e sotto la propria diretta responsabilità, può eseguire questi interventi che rientrano a pieno titolo nelle pratiche mediche”. A trovarsi di fronte la scena sono stati gli agenti del Nucleo Operativo del Corpo della Guardia Zoofila Ambientale di Forlì-Cesena che giunti sul posto, fatte le verifiche del caso, hanno provveduto a sequestrare immediatamente gli animali e a deferirne all’Autorità Giudiziaria il proprietario.

“Se non si taglia, non si vendono”. Così si sarebbe giustificato l’allevatore, secondo le Guardie . “Infatti, i cuccioli, per altro non ancora iscritti presso l’anagrafe canina del Comune di residenza, sarebbero stati consegnati la settimana seguente a due persone che li avevano prenotati espressamente con la coda tagliata”.

Con la Legge 4 novembre 2010, n. 201, recante ratifica ed esecuzione della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, il divieto di praticare la caudectomia o caudotomia, è diventato per l’appunto Legge dello Stato la cui violazione viene punita penalmente. L’inosservanza delle normative in materia di rispetto degli animali, è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. “Oltre alla stretta osservanza delle norme penali in materia di tutela degli animali, la cui violazione costituisce reato, annoverato tra i delitti ovvero i reati “gravi”, comportanti pesanti ripercussioni, rammentiamo che l’iscrizione dei cani presso l’anagrafe canina di residenza è obbligatoria e deve avvenire entro e non oltre trenta giorni dalla nascita. Inoltre i cani non possono essere allontanati dalla madre prima che siano trascorsi i sessanta giorni di vita. Ne deriva che i cani devono obbligatoriamente essere iscritti ed identificati con microchips all’anagrafe canina sul luogo di residenza del proprietario della fattrice. Le violazioni amministrative sono soggette a prescrizione quinquennale e per tanto eventuali difformità sono sanzionabili fino ai cinque anni successivi dalla data in cui sono commesse.

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