Il progetto della tangenziale esce dai cassetti, riparte l'iter per l'ultimo pezzo

Si torna a parlare della Tangenziale Est, il terzo lotto che era caduto nel dimenticatoio da circa dieci anni. Riparte la progettazione

Si torna a parlare della Tangenziale Est, il terzo lotto che era caduto nel dimenticatoio da circa dieci anni. Riparte la progettazione. Si tratta del braccio di tangenziale di 3,3 chilometri che dallo svincolo di via Placucci dovrebbe portare fino all'ospedale, bypassando San Martino in Strada, attraversando il Rabbi con un nuovo ponte nei pressi di quello di via del Partigiano, per poi passare sotto Vecchiazzano con una galleria e portare fino all'ospedale e sulla Strada Statale 67 tramite via del Guado.

Un progetto rimasto a lungo nel cassetto (e sul sito internet del Comune) “che – spiega l'assessore alla Pianificazione Territoriale Francesca Gardini -, non era però presente in nessun atto della programmazione di Regione e Anas”. In sostanza, era poco più di un desiderio enunciato dal Comune di Forlì, perché non trovandosi in quegli elenchi la possibilità di finanziamento era pari a zero. Ora, invece, riparte l'iter amministrativo che, non nasconde Gardini, “sarà lungo” e che permetterà il prossimo anno di inserirlo con “priorità 1” nelle opere pubbliche che l'Emilia-Romagna chiederà all'Anas di finanziare.

Per rientrare in questo elenco serve prima di tutto un aggiornamento del progetto, da modificare in base alle ultime versioni del Codice della Strada, ma soprattutto alle ultime norme anti-sismiche. I rilievi sul posto da parte di Anas sono già partiti. Quest'opera di aggiornamento costerà 80mila euro e la Regione ha già stanziato 55mila euro per coprire in parte questa cifra da destinare alla la progettazione definitiva, che si conta di concludere entro la fine del 2017. Tecnicamente al fine di accelerare i tempi della realizzazione dell'opera, la Regione ha sottoscritto la Convenzione con Anas che prevede il cofinanziamento regionale di 55 mila euro (a fronte di un costo complessivo presunto di 80 mila) come compartecipazione alle spese di progettazione.

Il Comune di Forlì da parte sua plaude alla Regione, in particolare all'intervento dell'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini. Spiega il sindaco Davide Drei: “Con Donini abbiamo avuto occasione per fare il punto su importanti infrastrutture che oggi ripartono nei loro passaggi amministrativi: il terzo lotto della tangenziale, e il collegamento veloce tra Forlì, Cesena ed E45”. Per il terzo lotto della Tangenziale Est ricorda il sindaco: “La sua importanza è stata fatta presente anche al ministro dei Lavori Pubblici Graziano Delrio, si tratta di un intervento a favore di tutta la Romagna per rendere più raggiungibile un polo ospedaliero romagnolo come l'ospedale Morgagni-Pietantoni”.

Stesso discorso per il collegamento veloce tra Forlì e Cesena, che “sarà realizzata per stralci”, spiega Gardini, attingendo su altri capitoli di finanziamenti governativi. L'obiettivo è di inserire nel piano delle opere di Anas 2016-2020 almeno il primo e secondo lotto di questo progetto, che consiste nell'allungamento di via Enrico Mattei fino alla tangenziale di Forlimpopoli e un adeguamento di via del Bosco, migliorando in questo modo la raggiungibilità di Villa Selva e dello scalo merci. Queste opere ammontano a circa 7 milioni di euro, rispetto ai 50 milioni complessivi stimati per unire con una strada diversa dall'ingolfata via Emilia le due città di Forlì e di Cesena.

Commenta da parte sua l'assessore regionale Raffaele Donini: “Abbiamo tolto dalle nostre priorità opere dalle discussioni infinite come il Passante di Bologna per dedicarci invece a progetti che possono partire relativamente presto e cantierabili, relativi a progetti di sicura utilità, come appunto questo completamento della tangenziale di Forlì, da inserire nel Contratto Anas 2016-2020”. Donini non si sbilancia, ma l'obiettivo principale è di giungere ad un appalto dei lavori (stimati in 75 milioni di euro) entro la fine del 2018.  “La nostra ambizione è sbloccare ciò che era bloccato, facendo anche rinunce: ricordo che il nostro piano di opere pubbliche era da 21 miliardi di euro ed è stato portato a 12 miliardi da questa giunta regionale”.

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