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Alea Ambiente, approvate le tariffe 2019: si attende il via libera definitivo. Ecco quanto si risparmierà

"Ci tengo a sottolineare che nei comuni già partiti con il Porta a Porta, nei mesi precedenti, i cittadini sono già arrivati a regime nella differenziata", afferma Cicognani

Approvate dal Coordinamento Soci di Alea, all’unanimità dei sindaci e degli assessori presenti, le tariffe per il servizio di gestione dei rifiuti valide per il 2019. Tali tariffe saranno inviate ad Atersir per l’approvazione definitiva. "In base ai criteri di calcolo delle componenti tariffarie proposti da Alea Ambiente il coordinamento dei comuni soci durante più sedute ha definito i parametri e la ripartizione dei coefficienti per i costi da proporre ad Atersir relativamente alla tariffa puntuale 2019 - ha dichiarato il presidente del coordinamento Soci, Vittorio Cicognani -. Abbiamo voluto garantire omogeneità tariffaria per tutto il bacino servito e siamo stati attenti a non impattare negativamente sulle utenze più deboli".

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Aggiunge il presidente del coordinamento Soci, Cicognani: "Ci tengo a sottolineare che nei comuni già partiti con il porta a porta, nei mesi precedenti, i cittadini sono già arrivati a regime nella differenziata e hanno abbassato notevolmente la produzione di secco, e in base a questo trend sicuramente resteranno nei vuotamenti minimi previsti”.

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"Buona flessione dei costi"

"Dalle simulazioni presentate emerge principalmente una buona flessione dei costi rispetto alla Tari del 2018 - evidenzia Cicognani -. La tariffa puntuale, così come è sempre stato detto ai diversi incontri sul territorio, è un sistema “corrispettivo” che prevede la stretta correlazione tra il prezzo del servizio e il volume/quantità di secco non riciclabile prodotto. Diversamente la Tari era una tassa “presuntiva” costruita su criteri non direttamente correlabili al servizio richiesto e alla produzione effettiva di rifiuto. Ricordo che il montante della tariffa corrispettiva 2019, rispetto a quello dell’anno precedente, ha un delta di -8,7%". Le tariffe introdotte con il nuovo modello risultano sostanzialmente più basse rispetto a quelle del 2018. La grande novità introdotta con il nuovo sistema tariffario è la unitarietà e omogeneità per tutto il territorio servito, a fronte dello stesso standard di servizio reso. 

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Quota fissa e quota variabile

L’applicazione della tariffa puntuale per le utenze (domestiche e non domestiche) che usufruiscono del servizio ordinario prevede che ci sia la suddivisione in quota fissa (che copre i costi del servizio di gestione) e quota variabile; che la quota variabile – sia per le utenze domestiche che per le non domestiche – sia legata allo svuotamento dei contenitori del rifiuto secco; e che il costo unitario di una componente della quota variabile, espresso in euro al chilogrammo, è attribuito al secco in modo tale da coprire tutti i costi di gestione del rifiuto secco non riciclabile e i costi di trattamento e smaltimento delle frazioni di rifiuto per le quali non è istituita una tariffa specifica. L’altra componente della quota variabile, espressa in euro per presa, è connessa al ruolo della risorsa/lavoratore che effettua direttamente lo svuotamento dei contenitori esposti.

Oltre al servizio ordinario per utenze non domestiche, con produzioni di rifiuti particolarmente elevata, esiste un servizio dedicato con costi parametrati diversamente in proporzione alla produzione. Per quanto riguarda la quota fissa, per le utenze domestiche è calcolata solo in base ai componenti del nucleo familiare e non più ai metri quadrati della abitazione, ma senza proporzionalità diretta; mentre per le utenze non domestiche, è calcolata in base a classi di superficie e non più direttamente ai metri quadrati e soprattutto si supera la logica della “categoria” di utenza. 

E' il secco a fare la tariffa

Per quanto riguarda il contenitore del “secco non riciclabile”, contatore della quota variabile, per le utenze domestiche, il numero dei vuotamenti minimi conteggiati comunque nella bolletta dipende - considerando un bidone secco da 120 litri - dal numero dei componenti del nucleo familiare più uno (quindi, una famiglia di due persone avrà 3 svuotamenti minimi). Per le utenze non domestiche, il numero dei vuotamenti minimi conteggiati dipende dal numero dei contenitori in dotazione del secco ed è pari a 3 volte tale numero (utenza con due contenitori del secco avrà 6 svuotamenti minimi). A titolo di esempio, prendendo in considerazione un’utenza domestica media, ad esempio per un nucleo familiare di 3 persone del comune di Forlì, che resta nello standard dei minimi, ci sarà un risparmio in percentuale intorno al 20% rispetto lo scorso anno. Per una famiglia monocomponente il risparmio sarà del 15% rispetto l’anno precedente. Per una famiglia “numerosa” (sei o più componenti) il risparmio raggiunge circa il 32%.

Vegetale

Relativamente al contenitore del vegetale il costo presunto per una dotazione di 120 litri è di 10,175 euro per l’anno e ogni presa/esposizione avrà un costo pari a 1,064 euro.

Gli esempi

Alcuni esempi: per una sola persona, la tariffa intera è di 135,333 euro, mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 123,602 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 111,870 euro. Per un nucleo familiare di due persone la tariffa intera è di 193,549 euro mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 175,952 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 158,355 euro.

Per un nucleo familiare di tre persone la tariffa intera è di 233,701 euro mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 210,238 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 186,775 euro. Per un nucleo familiare di quattro persone la tariffa intera è di 255,161 euro mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 225,832 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 196,503 euro.

Per un nucleo familiare di cinque persone la tariffa intera è di 296,457 euro mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 261,262 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 226,068 euro. Per un nucleo familiare di sei e oltre persone la tariffa intera è di 320,587,549 euro mentre quella con una riduzione (solo svuotamenti minimi e dotazione di bidone del secco da 120 litri) di 279,527 euro. La tariffa con entrambe le riduzioni è di 238,467 euro.

I confronti con le tariffe precedenti

Nel 2018 a Forlì una singola persona pagava 159 euro (con Alea 135 euro), un nucleo familiare di due persone 260 euro (con Alea 194 euro), tre persone 297 euro (ora 234 euro), quattro persone 323 euro (ora 255 euro), cinque persone 408 euro (ora 296) e sei ed oltre persone 476 euro (321 euro). Nel 2017 a Forlimpopoli una singola persona pagava 172 euro, un nucleo familiare di due persone 278 euro, tre persone 319 euro, quattro persone 340 euro, cinque persone 438 euro e sei ed oltre persone 500 euro. Nel 2018 a Modigliana, altro comune preso come esempio, una singola persona pagava 156 euro, un nucleo familiare di due persone 251 euro, tre persone 284 euro, quattro persone 302 euro, cinque persone 369 euro e sei ed oltre persone 428 euro.

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