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Banche, tassi da usura: terremoto a Forlì, indagate 27 persone

Ventisette persone, tra banchieri, dirigenti, membri dei cda di banche, sono indagati a Forlì per usura, dopo l'esposto di un imprenditore, che aveva denunciato tassi 'da usura' applicati dalle banche

Ventisette persone, tra banchieri, dirigenti, membri dei cda di banche, sono indagati a Forlì per usura, dopo l'esposto di un imprenditore. Per ottobre, come ha anticipato 'Libero', il gip ha fissato un'udienza in camera di consiglio nella quale si discuterà la richiesta di archiviazione arrivata dal pubblico ministero, alla quale l'imprenditore ha presentato opposizione. L'inchiesta è nata nel 2009 quando un uomo di Forlì ha denunciato con un esposto alla Procura il fatto che a suo avviso alcune banche applicassero tassi usurari alla sua impresa.

Il pm ha aperto un fascicolo contro ignoti, poi ha proposto l'archiviazione. Il gip, però, non solo non ha accolto l'archiviazione, ma ha anche disposto l'identificazione di eventuali responsabili. L'inchiesta è stata così riaperta per ulteriori approfondimenti, e sono stati iscritti al registro degli indagati i presidenti, gli amministratori delegati e, in alcuni casi, anche i consiglieri di amministrazione delle banche con le quali l'imprenditore aveva rapporti: ventotto persone in tutto, una delle quali, nel frattempo, è deceduta. Nonostante le indagini abbiano individuato alcuni comportamenti anomali delle banche (emersi soprattutto dal calcolo combinato fra interessi applicati e costo dei servizi) la conclusione alla quale è giunto il pm è stata, comunque, sempre la stessa, ovvero l'archiviazione.

Non ci sarebbero, secondo la Procura forlivese, stando anche a quello che dice la giurisprudenza, le condizioni per contestare il reato di usura a dirigenti e amministratori delle banche, mancando una loro responsabilità penale diretta nella gestione del rapporto fra l'istituto di credito e il cliente. Ci sono già, infatti, alcuni precedenti di amministratori di banca indagati per usura su esposto di clienti, tutte finite, per lo stesso motivo, con l'archiviazione. L'imprenditore che nel 2009 aveva presentato l'esposto, tuttavia, si è opposto a questa decisione e quindi, in ottobre, ci sarà un'udienza in camera di consiglio, con la Procura che tornerà a sostenere la tesi dell'archiviazione.

Oltre ai big della finanza italiana dell'epoca, fra gli indagati dell'inchiesta forlivese ci sono altri dirigenti di grandi gruppi bancari e assicurativi nazionali e di banche locali.

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