rotate-mobile
Cronaca

E' una studentessa il primo "Grande Capo" di mass media e politica

Giovedì sera, al termine della proiezione, il pubblico ha applaudito fragorosamente tutti i candidati (oltre a Francesca, erano in lizza Fabio Raschillà e Alberto Sartor) e i relativi staff, che hanno dato vita e portato a termine un progetto ambizioso, complesso e indubbiamente stimolante.

Sì è concluso al Teaching Hub del Campus di Forlì un progetto audiovisivo durato un anno, che ha coinvolto gli studenti della laurea magistrale in Mass media e politica. La prima edizione del format “Il Grande Capo” ha decretato la vittoria della studentessa Francesca Pintus. Ma giovedì sera, al termine della proiezione, il pubblico ha applaudito fragorosamente tutti i candidati (oltre a Francesca, erano in lizza Fabio Raschillà e Alberto Sartor) e i relativi staff, che hanno dato vita e portato a termine un progetto ambizioso, complesso e indubbiamente stimolante.

“Non era affatto scontato riuscirci - afferma Davide Savelli, docente del Laboratorio di Teoria e tecnica di produzione audiovisiva (uno dei corsi che gli studenti di Mass media e politica seguono) e autore televisivo -. Gli studenti non avevano alcuna esperienza audiovisiva, hanno cominciato da zero e insieme al mio collega Matteo Lolletti, passo dopo passo, hanno acquisito le competenze sufficienti per girare e montare un prodotto complicato come questo".

“Per me è stato sorprendente e gratificante vedere i loro progressi e il loro entusiasmo - aggiunge Savelli -. Gli studenti sono veramente riusciti a stupirmi e credo che questo giudizio sia condiviso anche dai tanti colleghi docenti che hanno partecipato al format. È stata un’occasione, davvero inedita, per poter unire insieme competenze diverse, evidenziando quel ‘minimo comune denominatore’ che è, a mio avviso, l’elemento specifico e caratterizzante della Laurea magistrale in Mass media e politica: riuscire cioè a comprendere quanto sia profondo e interrelato il rapporto tra mezzi di comunicazione e costruzione del consenso”.

Ci sarà un Grande Capo 2: "È una formula che ha prodotto diversi risultati positivi e che merita di essere riproposta. Siamo riusciti, almeno credo, a utilizzare i linguaggi propri dell’intrattenimento, dei talent show – vale a dire i generi che raccolgono i maggiori consensi da parte del pubblico – per un esperimento che, a mio modo di vedere, conserva evidenti finalità didattiche. Lo ritengo un segnale di vivacità della nostra Scuola (la Scuola di Scienze Politiche), che dimostra di essere capace di stare al passo con i tempi”, conclude Savelli.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

E' una studentessa il primo "Grande Capo" di mass media e politica

ForlìToday è in caricamento