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Affresco della chiesa della Pianta

Affresco della chiesa della Pianta

Tentato furto alla chiesa della Pianta: "L'ombra del satanismo"

Ancora nessuna notizia sul fronte delle indagini di polizia, tese ad individuare i responsabili del grave gesto sacrilego commesso lo scorso 26 ottobre a Forlì, nella chiesa di Santa Maria Assunta della Pianta

Ancora nessuna notizia sul fronte delle indagini di polizia, tese ad individuare i responsabili del grave gesto sacrilego commesso lo scorso 26 ottobre a Forlì, nella chiesa di Santa Maria Assunta della Pianta. Nemmeno l’adorazione eucaristica riparatrice, presieduta dal parroco don Felice Brognoli l’indomani della profanazione, alla presenza di numerosi fedeli provenienti anche da fuori Forlì, ha placato gli animi: la comunità della Pianta rimane, infatti, frastornata e attonita.

“Noi siamo qui riuniti – ha esordito don Felice dall’altare – innanzitutto per dire a Gesù, ieri così vituperato, che gli vogliamo bene. Ma anche per pregare per coloro che hanno compiuto questo gesto sacrilego, confidando che il Signore accenda nel loro cuore anche solo una puntina di rimorso per quanto fatto”. Solidarietà è stata espressa anche dalle altre comunità parrocchiali della Diocesi, in cui si è pregato nel corso delle rispettive messe domenicali, su preciso invito del vescovo monsignor Lino Pizzi. Persino a Ravenna, dopo aver saputo dell’atto sacrilego, un gruppo di persone si è ritrovato in preghiera nella cripta dell’Opera Santa Teresa, in concomitanza con il rito di riparazione alla Pianta. Stessa cosa a Meldola, presso l’ex Seminario di via delle Caminate, oggi Casa Nostra Signora di Fatima e sede del Centro socio-riabilitativo, dove si è riunita appositamente in preghiera la comunità dei Silenziosi Operai della Croce residente in loco, assieme a numerosi aderenti del Centro Volontari della Sofferenza. A pochi giorni dalla profanazione, un’intera comunità continua ad interrogarsi sui motivi di un gesto assurdo, che non ha precedenti a Forlì in tempi recenti.


Quel che più sconcerta, è la violenza con cui i profanatori hanno agito contro i segni della fede: per “scassinare” il tabernacolo è stato utilizzato uno sgabello ai piedi dell’altare. Una volta sfondato il contenitore del Santissimo, la pisside con le ostie è caduta sul pavimento rovesciando l’intero contenuto. Don Felice non è in grado di dire se e quante ostie consacrate manchino all’appello. “Purtroppo – dichiara il sacerdote – ai satanisti ne basterebbe anche una sola per i loro riti sacrileghi”. I balordi si sono poi rivolti contro una delle due cassettine poste in apposite nicchie ricavate nei muri portanti del presbiterio. Immaginando che contenesse oggetti sacri, magari di valore, hanno strappato il velluto interno con rabbia dopo averla trovata vuota, senza però riuscire a rivolgersi contro l’altra cassetta, sul fronte opposto. Se gli inquirenti e gli esperti della Scientifica rimangono dell’idea di un tentativo di furto, don Felice Brognoli, sia per l’imminenza di Halloween che per la presenza acclarata di gruppi diabolici proprio a Forlì, ribadisce il convincimento che quanto compiuto alla Pianta è in odore di satanismo. “Chi è entrato qui dentro era fermamente intenzionato a profanare questo luogo, la casa del Signore”. Sempre domenica scorsa è prontamente scattata la raccolta di fondi per il restauro del tabernacolo in legno preso di mira dai balordi. E’ paradossale che proprio quel contenitore, miracolosamente sfuggito al bombardamento alleato del 25 agosto 1944, che aveva preso di mira il vicino asilo parrocchiale adattato dai tedeschi ad ospedale militare (sotto la croce superiore, divelta, è ancora visibile una scheggia della bomba), abbia rischiato di soccombere alla follia di un balordo, o peggio ancora, come sostiene il parroco, di un satanista.

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