Dopo l'ennesimo litigio, spara a bruciapelo al figlio: arrestato per tentato omicidio

Il litigio è degenerato in una decina di minuti. Tutto ha avuto inizio quando il figlio è rientrato in casa e parcheggiando ha forato una gomma a causa di un mattone lasciato nel cortile

E’ finito arrestato per il reato di tentato omicidio: è l’accusa mossa nei confronti di un 80enne meldolese, agricoltore in pensione, che al culmine di un litigio non ha esitato a prendere il proprio fucile da caccia, caricarlo e fare fuoco contro il figlio di 37 anni. Solo la reazione della vittima, che ha avuto la prontezza di spingere in alto la canna del fucile, ha fatto sì che il colpo invece che colpirlo a bruciapelo, sia finito in alto, conficcandosi in una veranda.

Sono stati attimi di terrore quelli che si sono verificati in una casa colonica, in una frazione nelle prime colline di Meldola, intorno alle 19 di giovedì. Il litigio è degenerato in una decina di minuti. Tutto ha avuto inizio quando il figlio è rientrato in casa e parcheggiando ha forato una gomma a causa di un mattone lasciato nel cortile. Questo lo ha mandato su tutte le furie, indirizzando la rabbia nei confronti dell’anziano padre, che in quel momento si trovava in casa con la figlia che periodicamente l’accudisce. Nell’impeto, il 37enne ha scagliato il mattone contro una finestra, mandandola in frantumi

Questo ha fatto scattare la volontà omicida del padre, già logorato da precedenti altri litigi. Inizialmente ha brandito un coltello da cucina, ma è stato disarmato dalla figlia. Poi, però, non si è calmato e, andato nella sua stanza, ha preso uno dei suoi tre fucili da caccia, regolarmente denunciati e detenuti, l’ha caricato ed è tornato a “regolare i conti” col figlio più giovane. Tornato nel cortile l’ha puntato al figlio, terrorizzando tutti. Il 37enne ha quindi avuto la prontezza di dare un colpo alla canna e poi sottrarre all’ottantenne l’arma, ma se il grilletto fosse stato premuto poche frazioni di secondo prima sarebbe morto.

Sul posto si sono portati i carabinieri della compagnia di Meldola che hanno arrestato il pensionato con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo, interrogato dal pm Laura Brunelli, ha confermato che la sua volontà era di sparare per uccidere, parlando di vecchi attriti, di quel figlio, operaio edile, che non ne avrebbe voluto sapere di uscire di casa pur non dando una mano, a differenza delle sorelle, e delle sue supposte intemperanze. E’ stato quindi descritto un contesto di tensioni e vecchie ruggini, culminate appunto con il tentativo di omicidio. L’arresto nei confronti dell’ottantenne, incensurato, è stato convalidato venerdì dal gip Di Giorgio, che ha disposto gli arresti domiciliari presso la casa della figlia.
 

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