Agguato con spari a Villa Selva, latitante si nascondeva in Francia: preso

Il 30enne sarà estradato; una volta in Italia sarà processato. Le accuse sono di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e la premeditazione, ricettazione, porto abusivo d'arma e lesioni gravissime

Era ricercato per l'agguato commesso il 9 giugno del 2013 nei pressi dello scalo merci di Villa Selva ai danni di un albanese di 23 anni G.M. (le sue iniziali). Gli agenti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Forlì, in collaborazione con l'Interpol e la polizia francese, hanno arrestato Erion Demaj, un 30enne di nazionalità albanese: si trovava nascosto a Tassin La Demie Lune, un comune francese di poco più di 21mila abitanti situato nella metropoli di Lione della regione Alvernia-Rodano-Alpi. Si tratta del fratello di Emanuel Demaj, arrestato nell'aprile del 2009 e condannato lo scorso luglio a 10 anni di reclusione.

Nel corso dell'udienza venne condannato a 12 anni Gjergji Kastriot, detto Joti, accusato di aver fatto fuoco contro il connazionale. Il 30enne sarà estradato in Italia e quindi processato. Le accuse sono di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e la premeditazione, ricettazione, porto abusivo d'arma e lesioni gravissime. Manca all'appello l'ultimo uomo, che quella nottata hanno partecipato al violento agguato. Si tratta di Emanuel Rrapi, condannato a 9 anni di reclusione. L'inchiesta è stata seguita dal procuratore capo della Procura di Forlì, Sergio Sottani.


 

L'AGGRESSIONE - All'origine della violenta aggressione, sfociata in tentato omicidio, una serie di screzi tra due fazioni di giovani albanesi per una ragazza, una forlivese di 23 anni. Tutto ha avuto inizio dopo una violenta discussione nei pressi di una discoteca di Cervia. In particolare G.M. avrebbe fatto battute nei riguardi della giovane, ex compagna, che hanno poi infastidito il nuovo compagno, Joti. I due gruppi si sono successivamente dati appuntamento per "un chiarimento" a Villa Selva.

Qui è scattato un autentico agguato ai danni del 23enne, aggredito a suon di calci, pugni e bastonate dal 24enne e dai tre connazionali che in quel momento avevano il volto coperto da passamontagna. Al culmine Kastriot, secondo quanto accertato dagli investigatori, ha estratto un pistola automatica, un calibro 7,65, esplodendo da distanza ravvicinata un colpo al ventre, all'altezza della milza.

Gli aggressori si sono successivamente dileguati a bordo di un'auto di grossa cilindrata, un'Audi A6 rubata, poi data alla fiamme nella zona di Castiglione di Cervia. Quindi sono partiti verso l'Albania a bordo della vettura di Kastriot, una Audi A3 nera, venendo intercettati in Croazia e Montenegro dalle forze dell'ordine locali su segnalazioni dell'Interpol. Uno di loro è finito in manette per esser stato trovato con armi bianche e radio portatili, ma poi liberato.

Gli altri invece hanno proseguito poi nella fuga, abbandonando l'auto in Montenegro e raggiungendo l'Albania passando per i boschi consapevoli di aver la Polizia alle calcagna. L'arma dell'agguato non è stata mai trovata, probabilmente andata bruciata nel rogo dell'Audi A6.

LE PRECEDENTI CATTURE - Joti si consegnò alla Polizia all’aeroporto di Bologna mentre rientrava in Italia dall’Albania dopo circa sei mesi. Demaj si trasferì in Francia, dove si era reso protagonista di altri reati, venendo arrestato. Su di lui pendevano due ordinanze di custodia cautelare non solo per il sanguinoso episodio forlivese, ma anche per lesioni aggravate (per un violento episodio avvenuto nel giugno del 2008 in provincia di Vicenza), rapine e furti e tentate estorsioni.

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