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Terremoto, l'esperto: "L'attività dell'Appennino prosegue sotto la pianura"

Ad innescare la forte scossa di terremoto in Emilia Romagna è stata l'estremità settentrionale dell'Appennino, "sepolta" sotto la pianura padana. E' quanto ha spiegato Alessandro Amato

Ad innescare la forte scossa di terremoto in Emilia Romagna è stata l'estremità settentrionale dell'Appennino, “sepolta” sotto la pianura padana. E’ quanto ha spiegato Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L’esperto ha chiarito che il terremoto di magnitudo 5.9 localizzato tra il modenese e il ferrarese è legato a “strutture sepolte sotto la pianura padana, ovvero che l’attività della montagna continua sotto la pianura”.

Per questo, ha aggiunto, “prosegue anche a pochi chilometri di profondità ci sono zone attive”. "L’Appennino è una catena montuosa fatta di pieghe di roccia mosse da Sud verso Nord e che si sono accavallate le une sulle altre nel corso di milioni di anni - ha chiarito il sismologo -. Poi sprofondano sotto la Pianura Padana, sepolte sotto i sedimenti del Po. Sono strutture analoghe a quelle che vediamo nel resto dell’Appennino. Non bisogna pensare, quindi, che la Pianura Padana sia una zona tranquilla’’.

L’ultima scossa degna di nota in Emilia risale lo scorso gennaio nel Reggiano e nel Parmense: “Abbiamo messo a punti dei progetti di ricerca che stanno per partire – ha evidenziato Amato - con l'obiettivo di approfondire la conoscenza di alcune aree”.

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