menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Vista satellitare dell'epicentro del sisma

Vista satellitare dell'epicentro del sisma

Nuova scossa di terremoto, il sismologo: "Non si poteva prevedere"

Il direttore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Bologna, Andrea Morelli, ha risposto alle domande di Romagnaoggi.it, riguardo alla nuova forte scossa di terremoto

“Non si poteva escludere la replica di un fenomeno di entità simile rispetto a quello del 20 maggio scorso, ma purtroppo non era in alcun modo prevedibile”. Si esprime così, a caldo, il direttore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Bologna, Andrea Morelli, rispondendo alle domande di Romagnaoggi.it, riguardo alla nuova forte scossa di terremoto che ha colpito martedì mattina l'Emilia-Romagna, con epicentro nella zona del Modenese.

Con questa ultima scossa si è creata una nuova faglia?
No, l'ipocentro del terremoto fa parte della fascia che ha già sperimentato il sisma, appartiene alla stessa manifestazione. Certamente c'è stata una nuova frattura, come accade per ogni terremoto, vicino a quella precedente, ma appartenente alla stessa struttura geologica ed allo stesso sistema di faglie, influenzata dalla ridistribuzione legata al sisma precedente

Si sono registrate in precedenza scosse di questa entità in Emilia-Romagna?
La zona appenninica, in particolare quella del Forlivese certamente è più soggetta. La zona della pianura registra storicamente eventi sismici molto più rari. Anche se di entità simile si sono verificati episodi nel Ferrarese intorno al 1570

L'apertura di una nuova faglia in questa zona dell'Emilia può avere ripercussioni sull'Appennino Romagnolo?
Direi di no, sono due zone abbastanza lontane, con strutture geologiche distinte. L'interazione avviene tra zone sismiche più vicine, proprio come è capitato in questo caso, tra il sisma del 20 maggio e e quello di oggi (29 maggio ndr)

Era quindi prevedibile un'altra scossa di questa entità in quella zona?
Non era prevedibile ma nemmeno da escludere. Il modello classico prevede scosse a seguire di magnitudo sempre calante. Ma, nel corso del processo, non si escludono repliche confrontabili con la scossa principale

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento