Facoltà di Medicina, si avvicinano i test di ammissione: "Momento epico per la Romagna"

Gli studenti che si sono iscritti per partecipare al test sono al momento circa duemila

E' tutto pronto per la prova di ammissione nazionale ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, che si terrà giovedì a Bologna. L’Alma Mater, che ospiterà la prova alla Fiera di Bologna, da quest’anno attiverà due nuovi corsi di laurea in Medicina nei Campus della Romagna, a Forlì e a Ravenna. Per il corso di laurea di Bologna sono disponibili in totale 374 posti, a cui si aggiungono 95 posti a Forlì e 95 posti a Ravenna. Gli studenti delle province di Bologna, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena che si sono iscritti per partecipare al test sono al momento circa quattromila.

Il coordinatore del corso di Laurea di Medicina per la sede Forlì sarà il professor Franco Stella, già direttore della Chirurgia Toracica di Ausl Romagna e direttore della Scuola di Specialità di Chirurgia Toracica dell'Università di Bologna. "Per gli studenti di medicina al Campus universitario di Forlì si avrà la disponibilità di un’aula grande, con una capienza di oltre 200 posti, che consentirà il distanziamento, mentre i laboratori si svolgeranno, fin dal primo anno, all'ospedale "Morgagni-Pierantoni", nel padiglione Valsalva, dove sono già stati individuati gli spazi", evidenzia Stella. Le lezioni partiranno il 13 ottobre.

Come saranno organizzate le lezioni?
Grazie al pro-rettore alla didattica, professor Enrico Sangiorgi, e al presidente del Campus, Luca Mazzara, è stata individuata un'aula nel Campus di via Corridoni che consentirà di ospitare tutte le matricole del corso e con i dovuti distanziamenti. Abbiamo deciso di partire con le lezioni in presenza, seguendo dei protocolli di sicurezza, a meno che nel mese di settembre non vi siano altri cambiamenti imposti dall'emergenza sanitaria. Gli orari sono stati già definiti e sono in corso le ultime rifiniture. Aspettiamo le graduatorie nazionali ottenute nel test per capire le scelte dei candidati.

Per quanto concerne i docenti?
Per quanto riguarda il settore pre-clinico si sta completando l'arruolamento. Per il terzo, il quarto e quinto anno di università oltre a me ci sono tra i docenti forlivesi il professor Giorgio Ercolani, che dirige il reparto di chirurgia generale e terapie oncologiche avanzate, il professor Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo.

Come procedono i lavori in ospedale per l'allestimento delle aule di laboratorio?
Sono in fase di completamento, ma la chiusura avverrà prima di quando dovranno essere utilizzate. Come tempestiche, nonostante il semestre condizionato dal covid-19, ci siamo. Sono già state consegnate le attrezzature ed è già tutto predisposto. Siamo pronti per questo momento epico per la Romagna.

Che arricchirà la città...
Non solo Forlì, ma tutta la Romagna perchè diventa un grande ospedale d'insegnamento. Tutti i nosocomi avranno lo stesso diritto di aver i tirocinanti di Medicina, specializzanti e docenti. Sia per l'Ausl Romagna che per l'Alma Mater rappresenta un connubio di alta valenza sia dal punto di vista scientifico, che assistenziale. Ci sarà una buona valorizzazione reciproca. C'era la necessità di una rete formativa molto più grande per l'Università di Bologna e la Romagna ne possiede una di alto spessore.

Quest'anno sono tanti i ragazzi che hanno scelto di iscriversi al test di Medicina. L'emergenza sanitaria ha influito nelle decisioni post-diploma?
Assolutamente. Rappresenta l'unica nota positiva di questa catastrofe. Sono tanti i ragazzi che hanno manifestato la volontà di iniziare una carriera finalizzata all'aiuto verso il prossimo.

Un segnale importante per il ricambio generazione.
L'Italia per una mancata programmazione ottimale si troverà in futuro in un grosso deficit di medici. E il covid-19 ha evidenziato ulteriolmente questo aspetto. Nel mondo il sistema sanitario italiano è ritenuto uno dei migliori, ma l'emergenza sanitaria ha fatto emergere come basta poco per mandarlo in crisi. Già il Miur aveva avanzato la richiesta di aumentare il numero di matricole di Medicina, a prescindere dalla pandemia. L'età media si abbasserà come giusto che sia e questo sarà un grosso vantaggio per la popolazione. Le faccio un esempio.

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Quale?
Sono il direttore della scuola di specializzazione di Chirurgia toracica dell'Ausl Romagna. Da poco ho presentato un concorso per assumere dei medici, perchè c'era una carenza oggettiva d'organico. L'età media dei quindici medici del mio reparto che riguarda tre punti di erogazione, che sono Forlì, Ravenna e Riccione, è di 35 anni. Questo significa avere una visione per i prossimi trent'anni.

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