Come le aziende in attività si difendono dagli "asintomatici": test sierologici con risultati in 24 ore

I test sierologici permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di ottenere informazioni molto importanti

Il Veneto è stata la prima regione a sperimentare la ricerca molecolare con prova sierologica attraverso il prelievo del sangue per capire se si hanno già gli anticorpi e l'immunizzazione al covid-19. Uno strumento importante, validato dalla comunità scientifica, arrivato anche negli ospedali dell'Emilia Romagna, ma solo per personale sanitario e pazienti. E il normale cittadino? Può affidarsi ai laboratori privati, anche se è di mercoledì sera la notizia, annunciata dal commissario per l'emergenza in Emilia Romagna, Sergio Venturi, che sarà firmata una delibera regionale che permetterà ai laboratori privati di "candidarsi a lavorare per conto del pubblico, perchè ci stiamo preparando alla riapertura della produzione e avremo bisogno di fare molti testi sierologici, ma sotto l'egida e i criteri di sicurezza che stabilirà la Regione Emilia-Romagna"

Anche Medoc, centro polifunzionale nato nel 1998 e al servizio della sicurezza nel mondo del lavoro e della salute della persona, esegue lo screening. A rivolgersi persone, ma anche molte aziende al fine di agevolare la riapertura o proseguire l’attività  in sicurezza. Il test, a pagamento, consente di rinvenire, attraverso l'esame del sangue, e il conteggio delle immunoglobuline (IgG e IgM) la presenza o meno del Sars-Cov-2. In tempi molto rapidi si può chiarire quindi la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi capire se il soggetto è venuto in contatto con il virus, se è o è diventato immune.

“Abbiamo impletamentato l'esecuzione di test-sierologici per cercare l'immunità al coronavirus - spiega Bruno Ricci, medico del lavoro, direttore sanitario ed amministratore unico di Medoc -. E' un servizio rivolto alle aziende che ce lo richiedono, soprattutto quelle del settore agro-alimentare o dei trasporti che non si sono mai fermate dall'inizio dell'emergenza. Sono test difficili da reperire e consentono di verificare se ci sono gli anticorpi iniziali, i cosiddetti IgM, e quelli finali, i cosiddetti IgG, quelli definiti di “memoria” o di “copertura” per appurare se si è guariti e che dovrebbero resistere per almeno cinque-sei mesi. Non si hanno ancora certezze su questo fronte perchè è un virus ancora sconosciuto”. 

Dottor Ricci, come avete selezionato i test da utilizzare nei vostri laboratori?
Abbiamo fatto una selezione verificando parametri come “sensibilità” e “specificità” e valutazioni secondo quanto riportato nel “bugiardino” delle aziende che ce lo vendono. Stiamo attendendo dal Ministero della Salute l'informativa con la quale viene chiarito quali sono i test che vengono classificati come affidabili e quindi validati. Quelli che utilizziamo sono classificati CE, quindi riconosciuti dalla normativa europea e che ci danno maggiori garanzie. 

Come funzionano?
Ci sono due tecniche di esecuzione. La prima, una manovra poco invasiva, consiste nell'effettuare una puntura su un dito, raccogliendo la gocce di sangue. La seconda, che è quella più indicata ed utilizzata, è un normale prelievo di sangue senza fuoriuscite. Il campione inserito in provetta viene quindi analizzato in un ambito protetto senza la presenza dell'utente come avverrebbe con la prima tecnica. 

Tempi di attesa per i riscontri?
Per il metodo più sicuro e con meno rischio biologico è di 24 ore, mentre il test sul dito dà una risposta in 25 minuti. 

Il grado di affidabilità?
La“specificità”, che serve a capire se l'anticorpo individuato e quello del covid-2019 o altro coronavirus, è molto vicina al 100%, mentre la “sensibilità”, ovvero la capacità di reagire agli anticorpi che sono nel sangue, varia a seconda della tipologia dei test. Quello che utilizziamo noi ha una sensibilità che va dall'86 al 96%. 

Come li eseguite?
Chi sta bene o non ha sintomi può accedere in ambulatorio, ovviamente secondo le disposizioni igienico sanitarie previste nelle ordinanze e decreti, con non più di tre persone nella sala d'attesa, chiaramente distanziate tra loro, procedendo inoltre alla misurazione della febbre. Per chi ha dei sintomi il test viene eseguito nella nostra clinica mobile chiamata “covid”, parcheggiata in cortile. 

Avete molte richieste?
Ce li chiedono molti privati, che vengono nei nostri ambulatori di Forlì e Pievesestina a Cesena

E le aziende?
Anche. In questo caso si muoviamo con la nostra clinica mobile, che provvediamo a sanificare quotidianamente, procedendo con i prelievi del sangue e questionari.

Quanto costa il test?
Attualmente è di 30 euro al privato, mentre per le aziende aggiungiamo anche il costo di un questionario covid.

In cosa consiste?
E' un'indagine clinica-epidemiologica, chiedendo all'utente se ha avuto sintomi specifici come febbre, disturbi del gusto o dell'olfatto, stanchezza o se ha avuto contatti ravvicinati con persone ammalate positive. Questo ci permette di avere un quadro completo del lavoratore e coprire la carenza di questi test.

Un difetto quindi?
Non esattamente. Dipendono molto dalla capacità del fisico di reagire al virus in termini di anticorpi.

Cioè?
Se in questo momento ho un contatto con una persona positiva e sono stato contagiato, gli anticorpi IgM possono essere riscontrati, a seconda di come reagisce l'organismo, dal secondo-terzo giorno fino al decimo-quindicesimo giorno. Quindi c'è una finestra nella quale c'è il rischio di avere una diagnosi non corretta. Per questo motivo accompagniamo il test ad un questionario.

E cosa consigliate in questa circostanza?
Di ripetere il test dopo una decina di giorni per avere una maggiore certezza. 

I risultati vengono condivisi con l'Ausl per “mappare” i soggetti positivi?
Quando dal test emergono gli anticorpi IgM in fase acuta chiediamo al soggetto di richiedere attraverso il medico curante un tampone per avere la conferma del virus in atto. 

E' un responso utile quindi?
Certamente, abbiamo trovato recentemente che un 3-4% dei campioni esaminati con IgM che non avevano sintomi, i cosiddetti pazienti asintomatici, cioè coloro che possono diffondere il virus senza saperlo. Gli comunichiamo a quel di punto che devono restare in isolamento e contattare l'Ausl per ottenere il tampone. 

Che differenza c'è tra test-sierologico e tampone?
Il primo cerca gli anticorpi, il secondo virus. 

Perchè non potete eseguirli direttamente voi i tamponi?
Ci vuole l'autorizzazione della Regione Emilia Romagna. Al momento possono farli solo i laboratori pubblici dell'Ausl.

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Questo non rallenta il grado di diagnostica?
La sanità italiana è suddivisa su base regionale. Purtroppo manca l'uniformità nazionale ed è un grande problema quando ci sono situazione d'emergenza come questa. La Regione Veneto, per fare un esempio, ha acquistato 700mila test immunologici e li sta facendo a tutta la popolazione grazie all'esperienza di Vo' Euganeo, tra i primi paesi in Italia a sperimentare la “zona rossa”. 

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