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Di tetano ci si ammala ancora: parte la campagna straordinaria di vaccinazione

Da quest'anno, visto che in alcuni Comuni del comprensorio forlivese la copertura vaccinale non è ottimale, viene effettuata localmente una campagna straordinaria di vaccinazione

Di tetano ancora oggi ci si ammala e, a volte, si muore. Nei confronti di tale infezione, quindi, occorre mantenere alta l’attenzione. Da quest’anno, visto che in alcuni Comuni del comprensorio forlivese la copertura vaccinale non è ottimale, viene effettuata localmente una campagna straordinaria di vaccinazione. Per facilitare l’adesione, martedì 22 ottobre, a Portico di Romagna, nell’ambulatorio in Piazza Marconi, all’interno del palazzo comunale, dalle 9.30 alle 12.30, e dalle 14 alle 16.30, gli operatori del servizio d’Igiene Pubblica dell’Ausl di Forlì, in collaborazione con i medici di famiglia, appositamente sensibilizzati, somministreranno la vaccinazione contro il tetano a tutti coloro che non sono mai stati vaccinati, o che, da oltre 10 anni, non hanno ricevuto richiami vaccinali; inoltre, rilasceranno il tesserino delle vaccinazioni eseguite, controlleranno la situazione vaccinale, e daranno informazioni in materia. Tutti i cittadini possono accedere senza prenotazione.

A Forlì, dal 1999 ad oggi, si sono verificati 7 casi di tetano, di cui l’ultimo nel 2008. Hanno riguardato 5 donne e 2 uomini di età avanzata (6 soggetti avevano età compresa fra i 70 e i 90 anni) e in un caso si è verificato il decesso. Nella nostra piccola casistica, il tetano ha colpito persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose (due soggetti), ed è stato contratto attraverso ferite banali: solo un’anziana si è dovuta recare al Pronto Soccorso per la medicazione. Un recente report sull’epidemiologia del tetano in Emilia-Romagna, dove si riassumono l’andamento e le principali caratteristiche della malattia a partire dal 1999, conferma che il trend è in leggero decremento, che la popolazione anziana, in particolare oltre i 65 anni di età (87.2% dei casi) e il genere femminile (71.3% dei casi) sono maggiormente colpiti e, soprattutto, che i casi si verificano tra la popolazione non vaccinata o incompletamente vaccinata (dato ricavato su oltre il 95% dei casi di tetano per i quali è conosciuto lo stato vaccinale).

L’unica misura di protezione efficace contro il tetano è la vaccinazione, che va eseguita in modo corretto: tre dosi per completare il ciclo di base e richiami ogni dieci anni per mantenere alto il livello di protezione nel tempo. Il raggiungimento di elevate coperture vaccinali in età pediatrica non consente di ottenere un effetto indiretto di tutela rispetto alla popolazione adulta e anziana; inoltre, la diffusione ubiquitaria delle spore del tetano nell’ambiente rende impossibile l’eradicazione della malattia, e qualunque individuo non vaccinato, quindi, è a rischio. Oggi, il verificarsi di un caso di tetano rappresenta un “evento sentinella”, indice della necessità di attivare strategie finalizzate a proteggere quante più persone possibili attraverso la somministrazione del vaccino. Per questo motivo, da anni, il Servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl di Forlì invia un avviso a tutti i residenti che non risultano vaccinati e richiama anche i soggetti che hanno iniziato la vaccinazione in Pronto Soccorso per completare il ciclo. A tutti viene rilasciato un cartellino con la registrazione delle dosi di vaccino somministrate, da esibire in caso di ferita al medico curante o del Pronto Soccorso.

«Il tetano è una malattia infettiva acuta – illustra Claudio Cancellieri, direttore U.O. Malattie Infettive Ausl di Forlì – causata dal batterio Clostridium tetani, che normalmente è presente nell’intestino dei mammiferi (bovini, equini, ovini), uomo compreso, e viene eliminato con le feci, contaminando la polvere e la terra; nell’ambiente esterno, in forma di spora molto resistente, riesce a sopravvivere per anni. Attraverso ferite anche di piccola entità, tale batterio può penetrare nell’organismo umano e, in condizioni di scarsa presenza di ossigeno, iniziare a produrre una tossina, che è la vera causa della sintomatologia caratterizzante la malattia». Dopo un periodo di incubazione, da 3 a 21 giorni circa, compaiono contrazioni muscolari, rigidità del collo, difficoltà alla deglutizione, rigidità dei muscoli dell’addome e degli arti, talora anche febbre, sudorazione, tachicardia. «Il paziente rimane cosciente e gli spasmi muscolari determinano intenso dolore. Nelle forme più gravi, il decesso può sopravvenire per interessamento dei muscoli respiratori o per complicanze infettive, non governabili; il decorso è lungo, spesso sono necessari il ricovero in Rianimazione, una riabilitazione funzionale e possono rimanere forme d’invalidità. Tutte eventualità evitabili con una semplice, sicura, vaccinazione».

«Vaccinarsi è caldamente raccomandato a tutti – ribadisce Emanuela Fiumana, direttore della U.O. Igiene e Sanità Pubblica – perché, nella vita di tutti giorni, è facile contrarre il tetano a seguito di ferite, anche lievi, in particolare per gli anziani oltre i 65 anni e le donne nate prima del 1963, che probabilmente non si sono mai sottoposte a questa vaccinazione, obbligatoria, invece, per il servizio di leva. La vaccinazione è efficace, gratuita, non comporta rischi per la salute, ed è ben tollerata: ogni anno, nell’Ausl di Forlì vengono somministrate circa 10.000 dosi, e non sono mai state segnalate reazioni avverse importanti».

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