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Tetraplegico dopo un infortunio sul lavoro: chiesto risarcimento milionario

Il 41enne è assistito dall'avvocato del Foro di Forlì Giuseppe Mazzini

Un indennizzo da 14 milioni di euro quello chiesto da un autista 41enne, dipendente di una ditta che si occupava di rifornire i locali, rimasto tetraplegico dopo un infortunio sul lavoro. Il 41enne è assistito dall'avvocato del Foro di Forlì Giuseppe Mazzini. L'incidente si era verificato nell'agosto del 2015 quando l'uomo, nell'effettuare una consegna, era scivolato lungo le scale del magazzino del locale mentre, a braccia, trasportava degli scatoloni di cibo. Un volo che gli aveva procurato delle gravissime lesioni con fratture multiple alla teca cranica, una emorragia intracranica con conseguente stato di coma cerebrale e insufficienza respiratoria.

Ai gestori del locale, padre e figlio, vengono contestate le lesioni personali gravissime in concorso, mentre al titolare della licenza viene contestato anche d’aver fatto usare la scala al ferito nonostante questa non avesse il corrimano, i gradini fossero uno diverso dall’altro sia nella pedata che nell’alzata. Al padre, invece, è contestato di aver richiesto all’infortunato di portare le scatole scaricate nel magazzino sotterraneo, una mansione che non competeva al 41enne che, in realtà, si sarebbe dovuto limitare a lasciare i colli davanti al pub e, i dipendenti di questo, avrebbero poi dovuto occuparsi del loro immagazzinamento. 

La società di autotrasporti da cui il 41enne dipendeva, invece, ha visto la sua posizione archiviata, in quanto ha dimostrato di aver fornito le adeguate informazioni e formato sul profilo delle tecniche da consegna il suo lavoratore.  

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