Tirocini con Garanzia Giovani, il 52% ottiene un contratto di lavoro

Ora però il futuro di questa iniziativa potrebbe essere a rischio per mancanza di fondi

Il tasso di disoccupazione dei giovani non studenti tra i 15 e i 24 anni è arrivato, a gennaio 2016, al 39,3%: per combattere questo problema l'Unione Europea ha intrapreso dal 2014 una lotta contro la disoccupazione giovanile tramite la Garanzia Giovani, un progetto di orientamento, istruzione, formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un'attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo.

Una forma di investimento all'interno di Garanzia Giovani è il finanziamento di tirocini della durata di 3 o 6 mesi con una retribuzione di 450 euro, all'interno di aziende e realtà lavorative. A Forlì sono un centinaio i tirocini che sono stati svolti presso associati Cna; di questi il 52% ha poi ottenuto un contratto di lavoro al termine del periodo di tirocinio. L'indagine compiuto da Cna Forlì sottolinea che di questi contratti il 57% sono di apprendistato, il 17% a tempo indeterminato e il 13% a tempo determinato. “Un inversione di marcia rispetto agli ultimi anni – dice Monica Sartini, presidente di Cna Forlì-Cesena – in cui si era visto un calo dei contratti di apprendistato. Per noi e per i nostri associati questi dati rappresentano un successo in quanto riteniamo che sia importante evitare la dispersione dei giovani che decidono di non proseguire gli studi”.

Le figure lavorative maggiormente richieste dalle imprese in merito ai tirocini di Garanzia Giovani sono state, nel territorio forlivese, i profili di tipo amministrativo/segretariale (21%), seguiti da disegnatori meccanici (15%), analisti programmatori e operatori meccanici (9%) e infine i costruttori di carpenteria metallica (5%). “Il tirocinio – dice Alice Rossi, assunta da Cepi, azienda specializzata in stoccaggio, trasporto, dosaggio e automazione di materie prime per l'industria – consente di farti conoscere dall'azienda e, a prescindere dal fatto che poi sono stata assunta, è un'esperienza che rifarei anche se non sempre è stato facile. E' molto impegnativo e per le 40 ore settimanali la retribuzione non è altissima ma lo sforzo è comunque ben ripagato. Secondo me è un valido strumento di inserimento nel mondo del lavoro”.

Recentemente è stata divulgata la notizia che i finanziamenti da parte della regione per questi tirocini, che coprivano per un terzo la retribuzione mensile dei tirocinanti mentre il resto era a carico delle aziende ospitanti e dei fondi europei, sono esauriti. “Ci auguriamo – dice Sergio Barberio, direttore del centro di formazione professionale “Don Bosco” di Forlì che ha all'attivo corsi di operatore meccatronico dell'autoriparazione, operatore meccanico e operatore meccanico di sistemi – che sia uno stop momentaneo in quanto ritengo che questa sia un'opportunità più che valida per indirizzare i giovani verso un tipo di lavoro concreto. Noi come centro di formazione organizziamo tirocini con diverse aziende del territorio, di cui il 60% sono associati Cna, e numerosi sono i ragazzi che vengono poi assunti tramite regolare contratto di lavoro”.

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