Tomas, diploma da centista per il giovane dem: "Nel lockdown sognavo i corridoi del liceo"

Racconta Tomas: "Ho realizzato come chiunque si sia trovato studente in didattica a distanza che la scuola è tutt'altro rispetto alle lezioni"

Lo scorso anno è stato eletto nuovo segretario del Circolo Pd di Meldola. Tomas Rubboli, studente del Liceo Classico, ha conseguito il diploma al Liceo Classico "Morgagni" di Forlì col massimo dei voti. "Mi sono trasferito a Meldola con la famiglia da tre anni dopo aver risieduto dalla nascita fino ai 15 anni a Gessate, cittadina in provincia di Milano - racconta -. La mia famiglia è romagnola e dunque è stato un ritorno a casa".

Tomas si descrive come "una persona abbastanza tranquilla e riservata, ma non esito ad espormi per seguire le mie passioni e promuovere i miei interessi, cercando di appassionare anche chi mi sta intorno. Ho uno smodato interesse per le lingue classiche ed antiche che sono tutt'altro che morte ed anzi vibrano di vita e di energia in ogni parola e ho portato avanti negli ultimi tre anni un piccolo corso sperimentale di latino in lingua viva presso il mio liceo, corso abbastanza apprezzato e seguito e che spero abbia lasciato qualche spunto a quanti negli anni hanno partecipato".

Come mai ha scelto il Liceo Classico?
Per seguire la mia passione per la storia, l'antichità e la letteratura italiana che ho avuto sin da piccolo...credo che il germe di questa scelta sia stato alle elementari quando la maestra ci teneva in classe più del dovuto per leggerci l'Odissea e l'Eneide e non potevo che essere meravigliato dai viaggi e dalle avventure di questi eroi...scoprire poi alle medie la bellezza di Leopardi, di Pascoli e della storia dell'Ottocento e del Novecento  ha dato la spinta decisiva per l'iscrizione al classico.

Materie preferite?
Sicuramente il Latino e il Greco, così come le altre discipline umanistiche, spiccano tra le altre ma con il passare degli anni, partendo da un' infantile avversione nei confronti della matematica, sono arrivato ad apprezzare anche le materie matematiche e scientifiche, pur continuando a capirci poco lo stesso (ironizza, ndr). Stesso discorso per l'inglese con la differenza che dall'analfabetismo della prima liceo ho fatto buoni progressi.

Come ha vissuto questi cinque anni?
Molto intensamente, cercando di approfittare di ogni opportunità che la scuola offriva e cercando di provare un po' tutto, da certamina a corsi extracurricolari, a cineforum, a stage formativi e così facendo mi sono davvero formato umanamente visto che è questo che alla fine la scuola deve mirare a fare. Ho nei primi tre anni trascurato quasi del tutto la vita fuori dalla scuola e questo è il mio unico pentimento, ma sto ampiamente recuperando.

Gli ultimi mesi tra didattica a distanza e la lontananza da prof e amici devono essere stati difficili...
Sì, non sono stati mesi facili. Avevo ancora molti progetti da realizzare e gli ultimi mesi della quinta con la gita di classe e tutto il resto sarebbero stati i più belli (e i più attesi) di tutti i cinque anni. Confesso che una notte sì e una no sognavo di essere nei corridoi del liceo, a incontrare compagni e amici, a provare l'ansia fisica per un'interrogazione alla quale non ero preparato, a giocare a carte all'intervallo. Insomma ho realizzato, come chiunque si è trovato studente in didattica a distanza, che la scuola è tutt'altro rispetto alle lezioni: è l'ambiente, i compagni, gli scherzi in ultima fila e quella quotidianità che ci era sempre parsa slavata e monotona ma che abbiamo desiderato fino alla fine di poter riavere.

Si aspettava di conseguire il diploma col massimo dei voti?
Mi aspettavo un buon voto, forse non il massimo, ma credo che nel mio caso si sia voluto premiare il percorso e non posso che esserne riconoscente e contento.

Oltre allo studio ha hobby particolari?
Otre allo studio svolgo attività politica, che è una vera e propria palestra di umanità, mentre per quanto riguarda la "mens sana in corpore sano" mi piace girare in bici e camminare per i paesaggi della nostra Romagna, ma non sono propriamente un atleta.

Ha avuto difficoltà nel conciliare gli impegni politici con lo studio?
Solitamente no, se non nell'ultimo periodo della scorsa campagna elettorale dove per qualche settimana ho dovuto mettere talvolta la scuola in secondo piano.

Concluso questo capitolo, cosa prevede quello successivo?
Mi iscriverò a Lettere Classiche, probabilmente a Bologna, e da lì mi piacerebbe approdare all'insegnamento ma l'università, come dice la parola stessa, apre ad un'infinità di scelte e opportunità quindi nei prossimi anni potrei più volte sorprendere me stesso e gli altri.

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