Cronaca

Operazione contro il narcotraffico in Emilia Romagna: "corriere" stanato a Forlì

Le indagini, avviate nel 2017, avevano consentito di ipotizzare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga ed operante in Emilia Romagna, per lo più, tra Modena e Reggio Emilia

Ha interessato anche Forlì l'operazione antidroga della Squadra Mobile di Reggio Emilia, supportata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, con 29 misure cautelare (20 emesse dal gip di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica Distrettuale-Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base degli esiti delle risultanze delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Roberto Ceroni e nove dal gip di Reggio Emilia su richiesta del sostituto procuratore Giacomo Forte). Nella città mercuriale gli agenti della Squadra Mobile di Forlì hanno arrestato un 26enne di nazionalità albanese, residente in provincia, ritenuto dagli investigatori "un corriere" dell’organizzazione, accusato di aver trasportato diversi chilogrammi di cocaina.

Le indagini, avviate nel 2017, avevano consentito di ipotizzare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga ed operante in Emilia Romagna, per lo più, tra Modena e Reggio Emilia; le posizioni relative alla associazione criminale sono state stralciate e trasmesse alla Procura della Repubblica Distrettuale di Bologna, mentre la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha proseguito le indagini in ordine ai reati di propria competenza per i quali, poi, è stata richiesta la misura cautelare in esecuzione.

La Procura della Repubblica di Bologna, Direzione Distrettuale Antimafia, quindi, acquisito, per competenza, il fascicolo, ha coordinato il successivo sviluppo investigativo, scoprendo tre associazioni a delinquere (due composte da cittadini albanesi ed una composta da cittadini marocchini) finalizzate al traffico, anche internazionale, di ingenti quantitativi di cocaina. Il gip distrettuale, in particolare, ha ravvisato indizi di colpevolezza a carico di 18 persone gravemente indiziate di appartenere, con vari ruoli, ad associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Lo stupefacente, in particolare, veniva trasportato attraverso autovetture munite di doppi fondi, ricavati artigianalmente ed abilmente occultati.

L’attività di indagine si è avvalsa, anche, dell’installazione di telecamere che hanno permesso di riprendere la consegna dello stupefacente. Nel corso dell’operazione la Polizia di Stato ha proceduto a trarre in arresto, complessivamente, 102 soggetti, a sottoporre a sequestro 301 chili di hashish, 24,7 chili di cocaina, 2,1 chili di eroina, 31 chili di marijuana, 4 pistole illegalmente detenute, 192mila euro contanti e sette autovetture munite di doppio fondo segreto (di cui tre sono già state assegnate per il servizio di contrasto al traffico di sostanza stupefacente).

Dal procuratore distrettuale di Bologna, Giuseppe Amato, e dal procuratore circondariale di Reggio Emilia, Marco Mescolini, parole di apprezzamento nei confronti delle diverse articolazioni della Polizia di Stato (dallo Sco alle diverse Squadre Mobili coinvolte), "per l’impegno, il sacrificio, la sapiente capacità di investigazione e di controllo del territorio. Il risultato concreto -  attestato a tacer d’altro dai quantitativi di stupefacente sequestrati-  è una risposta concreta alla richiesta di sicurezza della collettività, turbata dal commercio illecito delle sostanze stupefacenti in centri metropolitani importanti, e non solo. Nonostante il periodo emergenziale, questa richiesta di sicurezza non è rimasta inascoltata, anche se molto resta  da fare".

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