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Traffico illecito verso la Cina di rifiuti plastici recuperati: perquisizione anche a Forlì

Il bando della Cina verso l’importazione di numerose tipologie di rifiuti, in particolare plastici (la sola Cina assorbiva circa il 70% della plastica mondiale) ha comportato una evidente crisi di settore

C'è anche un'azienda di Forlì implicata in una maxi-inchiesta a largo raggio su un traffico illecito di rifiuti plastici dall’Italia verso la Cina, attuata dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bologna, coordinati dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale. In totale sono state 33 le perquisizioni effettuate in diverse province italiane, tra cui appunto Bologna, Parma, Modena e Forlì-Cesena per quanto riguarda l'Emilia-Romagna. Le perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Bologna – D.D.A. sono avvenute nei confronti di altrettante sedi aziendali e relativi legali rappresentanti di società operanti a vario titolo nel settore dei rifiuti, al fine di reperire ulteriori indizi atti a documentare una rilevante attività sospetta, che portava sostanziamente in modo illecito rifiuti plastici verso la Cina, nonostante il blocco imposto nel paese orientale alle importazioni di rifiuti di plastica. Secondo gli inquirenti l'intero giro avrebbe determinato l’esportazione di circa 10.000 tonnellate di rifiuti plastici per un fatturato complessivo di oltre 2,8 milioni di euro.

Il tutto è nato dall’Agenzia delle Dogane di Parma che ha segnalato anomalie. Nel corso dei mesi di febbraio e marzo 2018 il NOE di Bologna ha svolto dei mirati accertamenti nei riguardi di due società di Parma relativamente ad operazioni transfrontaliere finalizzate all’esportazione di rifiuti plastici verso la Cina, che consentivano di constatare che le stesse erano sprovviste della licenza di esportazione rilasciata dall’amministrazione statale cinese e si erano affidate ad un intermediario bolognese, la Ecolsun Commerciale Srl, riconducibile ad una cittadina cinese - che era in possesso dellìautorizzazione, indispensabile all’esportazione in Cina e determinante ai fini della corretta qualificazione del rifiuto, delle sue caratteristiche e quindi dell’adeguato eventuale reimpiego e riciclo. 

Nel corso delle indagini è emerso che la Ecolsun, grazie alla propria autorizzazione all’esportazione, pur non qualificandosi mai come detentore di rifiuto, ha favorito tra il 2016 ed il 2017 ingenti esportazioni di rifiuti plastici di ogni genere provenienti da impianti italiani e diretti ad aziende cinesi verosimilmente dedite ad attività di recupero, sul conto delle quali tuttavia sono spesso mancati i previsti riscontri sull’effettivo impianto di destinazione, con inevitabile perdita della tracciabilità del rifiuto e quindi della sua reale entità e corretto reimpiego. Diverse le aziende in Italia che si sarebbero servite di questo canale, che i carabinieri hanno qualificato come un traffico illecito di rifiuti, e come attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.

L’attività, tra le prime nel suo genere, riveste una particolare rilevanza nel settore considerato che proprio il bando della Cina verso l’importazione di numerose tipologie di rifiuti, in particolare plastici (la sola Cina assorbiva circa il 70% della plastica mondiale) avviato nel 2018 e successivamente ripreso anche da numerose nazioni asiatiche, ha comportato una evidente crisi di settore, soprattutto per i Paesi dell’Unione Europea che ne sono stati per anni i maggiori esportatori, provocando la formazione di stoccaggi fuori norma con il conseguente aumento, da parte di operatori senza scrupoli, di fenomeni di illecito smaltimento mediante operazioni transfrontaliere irregolari, abbondono di rifiuti in aree e capannoni in disuso, nonché – nei casi più gravi – ricorrendo all’incendio dei rifiuti stoccati presso gli impianti di gestione.
Ad esito delle perquisizioni svolte dai Carabinieri del NOE è stata acquisita numerosa documentazione  - posta a disposizione della Procura della Repubblica/DDA di Bologna - che verrà ora analizzata allo scopo anche di ricostruire quantitativi e tipologie di rifiuti oggetto del traffico illecito.  

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