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La tragedia del signor Franco: "Ha scelto di dormire per strada"

La tragica situazione di questa famiglie era conosciuta da tempo dalla Caritas, lo conferma il direttore Sauro Bandi, che racconta la storia di un uomo che "ha scelto di dormire per strada"

Il caso di Franco Lotti, 67enne morto l'8 dicembre, che viveva per strada con i due figli 40enni ed il cane, ha fatto il giro di tutta la città. La tragica situazione di questa famiglie era  conosciuta da tempo dalla Caritas, lo conferma il direttore Sauro Bandi, che racconta la storia di un uomo che “ha scelto di dormire per strada”. Una pensione “che non veniva sfruttata per i bisogni primari”, una casa popolare per la quale “non è mai stato pagato l'affitto”. Sono situazioni che scavano in un disagio sociale di fronte al quale molti si sentono inermi. Lo racconta Bandi a Romagnaoggi-Forlitoday.

Conoscevate la situazione di questa famiglia?
Il caso del signor Franco era conosciuto da tempo. Lui ed i figli venivano alla Caritas per cambiarsi, lavarsi e mangiare. Per quanto riguarda l'accoglienza temporanea notturna, che noi offrivamo al padre, c'è stata titubanza nell'accettarla. Ha scelto di rimanere con i figli per strada. Loro, che tempo fa avevano usufruito del nostro aiuto, venivano stimolati a cercare un lavoro ed una sistemazione, perchè potevano farlo. Avevano una casa popolare e la pensione del padre, ma ci risulta che non l'abbiano mai usata per pagare l'affitto. Abbiamo cercato di spingerli ad utilizzare questo reddito per i bisogni primari

Quindi il signor Franco ha rifiutato gli aiuti?
Non voleva separarsi dai figli ed ha scelto di continuare a dormire in strada. Volevano una casa popolare tutti insieme, in centro. Ma non hanno mai accettato di affidarsi ai servizi sociali.

Secondo la sua esperienza, perchè persone disperate rifiutano gli aiuti?
Per i motivi più disparati. C'è chi non vuole separarsi dal cane, ad esempio. Noi non possiamo accogliere anche i cani, il problema igienico diventerebbe ingestibile. Non accogliamo persone sotto l'effetto di droghe o alcool, altro motivo per cui c'è chi resta fuori. Ovviamente ci sono anche situazioni di disagio psichiatrico. C'è anche chi non ritiene dignitoso rivolgersi alla Caritas. Tutti questi esempi sono riconducibili, per la maggior parte, agli italiani. Gli immigrati sono vittime di una povertà economica molto più 'chiara' e molto spesso si aiutano tra di loro

Ci sono altri casi di famiglie delle quali vi state occupando?
Presso i nostri centri di assistenza temporanea ci sono 3 famiglie con bambini. In questi casi dopo la prima accoglienza c'è la presa in carico da parte dei servizi sociali per trovare sistemazioni alternative.

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