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Trattamento robotico del cancro gastrico, l’esperienza forlivese a Washington

Trattamento robotico del cancro gastrico, l’esperienza forlivese al congresso mondiale della Clinical Robotic Surgery Association

Trattamento robotico del cancro gastrico, l’esperienza forlivese al congresso mondiale della Clinical Robotic Surgery Association. La dottoressa Francesca Bazzocchi, dell’U.O. di Chirurgia generale, gastroenterologica e mini-invasiva ha, infatti, partecipato al prestigioso consesso, andato in scena nei giorni scorsi a Washington, con una presentazione volta a sostenere perché può essere conveniente, sia per il chirurgo sia per il paziente, utilizzare il robot per trattare il cancro gastrico avanzato.

«Ho illustrato le possibili indicazioni della chirurgia robotica  nelle neoplasie T2 e T3, all'interno di studi clinici controllati eseguiti presso centri esperti di chirurgia gastrica open e mininvasiva – spiega Bazzocchi – inoltre, ho mostrato come, per il chirurgo, sia più semplice apprendere la tecnica robotica piuttosto che quella laparoscopica, con la possibilità, pertanto, di formare un professionista esperto in chirurgia mininvasiva avanzata in un lasso di tempo minore».

Ciò significa estendere questo tipo di chirurgia, e i benefici ad essa correlati, ad un maggior numero di pazienti. «Rispetto alla laparoscopia, il robot consente in primo luogo di effettuare con più accuratezza, anche dal punto di vista dell’adeguatezza oncologica, la linfoadenectomia – prosegue Bazzocchi – in secondo luogo, facilita l’esecuzione delle anastomosi intra-corporee».

Nel corso del suo intervento, all’interno della sessione plenaria riguardante il trattamento robotico del cancro gastrico, Bazzocchi ha presentato la casistica dell’U.O. di Chirurgia GM sotto la direzione di Domenico Garcea, fra le più numerose in Italia. Da cinque anni l’unità operativa si è specializzata nella chirurgia robotica del cancro gastrico, arrivando a trattare una cinquantina di casi.

«Nel 2007 abbiamo iniziato con la chirurgia robotica colorettale, e in questo campo abbiamo accumulato una notevole esperienza, consistente in oltre 220 interventi, al punto che l’abbiamo presentata in diversi consessi internazionali». Il centro forlivese, d’altronde, si è configurato da tempo quale punto di riferimento a livello italiano per il trattamento del tumore dello stomaco, offrendo percorsi personalizzati, fondati sugli standard qualitativi più elevati, validati dalla comunità scientifica.  

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