Cronaca

Tre primari vaccinati il primo giorno: "Il pensiero va a chi non ha avuto il tempo di vedere il vaccino"

Tre primari dell'ospedale di Forlì, tre medici di fama internazionale e docenti universitari, si sono sottoposti al vaccino anti-Covid in questo primo giorno di "Vaccine Day"

Tre primari dell'ospedale di Forlì, tre medici di fama internazionale e docenti universitari, si sono sottoposti al vaccino anti-Covid in questo primo giorno di "Vaccine Day". Il vaccino è stato somministrato, infatti, a Venerino Poletti (direttore Dipartimento Toracico Ausl Romagna e pneumologo famoso in tutto il mondo), Giorgio Ercolani (direttore del Dipartimento chirurgico) e Claudio Vicini (direttore dipartimento Testa-Collo e otorino di fama internazionale), che domenica pomeriggio sono stati vaccinati contro il Covid alla Fiera di Cesena, il punto vaccinazione competente in questa prima fase per la provincia di Forlì-Cesena. I tre medici hanno raccontato la loro esperienza, oltre a dare una serie di informazioni scientifiche, in una diretta Facebook, curata dal deputato forlivese Marco Di Maio, in diretta dalla Camera in una pausa durante l'approvazione della Legge di Bilancio.

"Mi sento un privilegiato, è un onore, e non un onere, vaccinarmi in questa giornata storica. Prima del Coronavirus non avevamo una reale contezza di cosa fosse una pandemia e questo vaccino è stato un miracolo della scienza, che ha molto da darci. Ero emozionato", è stato il commento di Venerino Poletti. "Anche io ho avuto la sensazione di essere stato un privilegiato, ma ritengo giusto vaccinare in primis i sanitari. Nella storia della medicina i vaccini hanno contribuito a sconfiggere, contenere, e in alcuni casi eradicare dalla Terra, alcune malattie. Oggi è stato un passo fondamentale", ha aggiunto Ercolani. Mentre Vicini in premessa ha ricordato che "il primo pensiero va ai tanti che non sono arrivati a vedere il vaccino". Ha spiegato Vicini: "A Cesena ho respirato un senso di organizzazione, ordine, tranquillità. Il vacino si deve fare, è un dovere sociale come indossare le mascherine, anche perché il Covid non è in fase di ritirata. Ora siamo in un plateau infinito, che non è una regressione. Ora abbiamo finalmente uno strumento dedicato a questo virus e la prossima battaglia sarà convincere i sani". 

Dai tre medici una serie di risposte a quesiti tecnici, partendo dagli effetti collaterali che, spiega Poletti, "possono essere dei malditesta, in pochissimi casi". Ercolani ha sottolineato come l'uso massiccio delle mascherine sia riuscito, almeno, a ridurre tutti i malanni di stagione, come bronchiti e influenze: "Dobbiamo ricordarcene e pensare alle mascherine come modalità da utilizzare di regola in inverno". Rassicurazioni, inoltre sulla variante inglese e le altre scoperte di recente. Così Ercolani: "Le mutazioni in questo momento non stanno influendo sull'immunizzazione, per cui il vaccino è efficace anche sulle varianti". Ma aggiunge: "Però è possibile nel tempo che nei prossimi anni si sviluppino varianti resistenti al vaccino, è una cosa che può succedere. Per cui è possibile che saremo chiamati a vaccinarci per le varianti nei prossimi anni". D'altra parte per Poletti "uno scenario futuro è che dovremo fare ogni anno un vaccino in base alla variante", sullo stile del vaccino anti-influenzale. E andando al tema della copertura del vaccino, spiega Vicini: "E' parte stessa dei vaccini avere la breve durata, ma non per questo non li facciamo, come quello per l'influenza. La durata di copertura non è un problema rilevante. L'importante è che sia attivo ora per l'emergenza". Ancora più netto Poletti: "Non ci interessa la durata, l'importante è che duri per un po'. Se non ci fosse un ospite intermedio basterebbero 28 giorni per sterminare il virus". Per cui anche una durata di pochi mesi è efficace, ovviamente se viene mantenuta "un'organizzazione per la somministrazione dei vaccini".

Non mancano le polemiche per i pochissimi vaccini finora ricevuti dall'Italia, meno di 10mila. A queste critiche risponde Di Maio, ricordando che sono in arrivo più di 400mila dosi di vaccino" e il "riparto dell'Unione Europea è in base alla popolazione". E una volta vaccinati finalmente ci si potrà liberare della mascherina? A mettere tutti in guardia è Vicini: "Fino a che non saremo tutti in condizione di sicurezza estesa, dovremo replicare le stesse modalità di sicurezza, e quindi indossare la mascherina e mantenere il distanziamento", anche se già vaccinati.

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