Tredici anni fa la scomparsa di Claudio Chieffo: a San Filippo Neri una messa in suo ricordo

L’autore cattolico più cantato nel mondo si spense alle prime ore di domenica 19 agosto 2007 all’Hospice di Forlimpopoli, stroncato da un male incurabile

Sarà il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza a presiedere, sabato, alle 19.15, nella chiesa di San Filippo Neri, in via Giorgina Saffi, la santa Messa in suffragio di Claudio Chieffo a 13 anni dalla scomparsa. Nato a Forlì il 9 marzo 1945, iniziò l’attività artistica nel 1962 in seguito all’incontro con don Francesco Ricci e mons. Luigi Giussani, fondatori del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, per poi portare in tutto il mondo il messaggio cristiano tramite 114 canzoni cantate in oltre 3.000 concerti. “Chieffo – ha scritto nel 2012 il giornalista Walter Gatti in “Il Sussidiario.net” - ha iniziato a scrivere già negli anni Sessanta canzoni sfrontatamente religiose senza curarsi delle opportunità di tenere nelle sagrestie quelle parole che mettevano insieme Dio e gli uomini, la fede e il tradimento, la luce e le bassezze, la Madonna e il vino, i figli e le preghiere, la felicità e l’ideologia. Negli anni di Guccini e De André, della Buona novella e di Dio è morto, Chieffo era il primo giovane cantautore a incarnare una sfumatura particolare: era cattolico”.

Il grande narratore forlivese, l’autore cattolico più cantato nel mondo, ha chiuso per sempre gli occhi terreni domenica 19 agosto 2007 all’Hospice di Forlimpopoli, all’età di 62 anni, stroncato da un male incurabile. Al suo capezzale, oltre alla moglie Marta, sposata nel 1969 e ai figli Martino, Benedetto e Maria Celeste nati rispettivamente nel 1975, 1980 e 1983, c’era anche l’amico Flavio Pioppelli, il musicista che lo ha accompagnato al piano negli ultimi irripetibili concerti e persino durante il trapasso alla “nuova vita”. La liturgia eucaristica di commiato dalla sua gente, presieduta dall’allora vescovo di San Marino-Montefeltro monsignor Luigi Negri, richiamò nella Cattedrale di Forlì almeno tremila persone: familiari, amici, estimatori del suo bel canto e fratelli del cammino di CL, nel cui alveo Claudio ha inscenato la sua esaltante parabola terrena di “uomo perdutamente innamorato di Gesù Cristo”. Artista assolutamente originale nel panorama della musica contemporanea, Chieffo ha lasciato una decina di album ricchi di fede e passione per la vita e il Creatore. Lui stesso annunciò con coraggio la grave patologia che l’aveva colpito, in occasione del concerto per le Sorelle Povere di Santa Chiara, tenuto il 27 dicembre 2005 nel parlatorio del monastero clariano, attiguo alla chiesa forlivese di San Biagio.

L’ultima apparizione pubblica nella sua Forlì fu il primo maggio 2007 davanti al Duomo cittadino: Claudio, costretto su una sedia a rotelle dal male implacabile che lo divorava, era stato condotto sul palco delle autorità, allestito nella neonata piazza Papa Giovanni Paolo II, per cantare “La strada”, il brano scritto appositamente nel 1986 per la visita a Forlì del grande pontefice polacco. Quel giorno, vicino a lui, anche l’allora segretario di stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone. Nel gennaio del 2006, annunciando al mondo “la ripresa dei concerti condizionati dalla malattia”, Claudio aveva scritto: “Non desidero mettere sotto il moggio la mia piccola fiammella finché Dio me lo chiederà e concederà, né seppellire preventivamente il talento che mi è stato affidato”. L’ultimo concerto fu quello proposto alla giornata d’apertura dell’edizione 2006 del Meeting di Rimini. Rimangono celebri le sue esibizioni artistiche al cospetto all’amatissimo papa Giovanni Paolo II, che incontrò più volte, anche privatamente. 

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