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Trentadue anni fa l'omicidio Ruffilli, Di Maio: "I suoi insegnamenti sono ancora attuali"

"Ideatore del progetto politico di riformulazione dei poteri e delle funzioni dello Stato": è l'accusa con la quale la brigate rosse hanno rivendicato il 16 aprile di 32 anni fa l'omicidio di Roberto Ruffilli

""Ideatore del progetto politico di riformulazione dei poteri e delle funzioni dello Stato": è l'accusa con la quale la brigate rosse hanno rivendicato il 16 aprile di 32 anni fa l'omicidio di Roberto Ruffilli, senatore forlivese, impegnato in un ampio programma di riforme istituzionali per conto della Dc. Il suo assassinio stravolse l'intera città di Forlì e scosse profondamente la comunità nazionale, che si era illusa di essere uscita dal tunnel del brigatismo". Comincia così il ricordo di Roberto Ruffilli da parte del deputato romagnolo Marco Di Maio, nel giorno del 32° anniversario dalla sua morte.

"Ruffilli fu trucidato nella sua abitazione di corso Diaz a Forlì - prosegue -. Per gli assassini e i suoi mandanti, era inaccettabile ciò a cui ambiva il senatore: dare attuazione al principio del "cittadino come arbitro" del gioco democratico, ossia conferire agli elettori la possibilità di scegliere quale maggioranza avrebbe stabilmente potuto governare per i cinque anni successivi alle elezioni". 


"Quest'anno le consuete celebrazioni non si potranno svolgere nelle forme canoniche, non potremo ascoltare direttamente i lavori degli studenti e non potremo salutarci e stringerci nel ricordo davanti alla lapide commemorativa - conclude -. Torneremo a farlo presto. Intanto, però, non possiamo venir meno al dovere della memoria e all'impegno di riprendere il progetto di Ruffilli così bruscamente interrotto".

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