48enne morto in casa da un mese, trovato grazie al cane

I primi sospetti sono nati quando una pattuglia del Corpo Forestale è intervenuta su un cane che vagava e che sembrava abbandonato a sé stesso

Un dramma che si è consumato in solitudine quello che ha riguardato un uomo di 48 anni, trovato morto nella sua abitazione a Villafranca di Forlì. I primi sospetti sono nati quando una pattuglia del  Corpo Forestale è intervenuta su un cane che vagava e che sembrava abbandonato a sé stesso. Solo a quel punto il dubbio è stato corroborato e le forze dell'ordine sono entrate forzando la porta d'ingresso, con l'ausilio dei vigili del fuoco.

E' accaduto lunedì pomeriggio intorno alle 15, in un'abitazione di Villafranca. All'interno, a terra e senza vita, si trovava un uomo di 48 anni. Lo stato del corpo, in avanzata decomposizione, attesta che il decesso è avvenuto molto tempo fa, circa un mese fa secondo la prima ricognizione sul posto. La morte è sopraggiunta molto probabilmente per un malore, i carabinieri della stazione di Villafranca non hanno trovato indizi che inducano a pensare ad una morte violenta. 

Come mai nessuno lo ha cercato? L'uomo viveva da solo e nessuno aveva le chiavi di casa oltre lui. Secondo quanto informa la famiglia, il 48enne, separato con figli, era stato cercato dai familiari, ma i segnali sono stati sottovalutati. Qualcuno, infatti, aveva iniziato a riempire la ciotola del cane e questo particolare avrebbe "depistato", facendo ritenere che la casa, per quanto silenziosa, fosse regolarmente abitata. Due settimane fa c'era stato un sopralluogo dei carabinieri, su indicazione dell'ex compagna, che non riusciva appunto a contattare l'uomo per questioni collegate ai figli. Tuttavia proprio il dettaglio della ciotola piena di cibo per cani non avrebbe portato ad ulteriori approfondimenti da parte dei militari. Anche i fratelli fuori città dell'uomo si erano rivolti ad amici per avere informazioni, mentre dalla sua azienda lo cercavano, senza reperirlo, da due mesi, per la consegna di alcuni documenti collegati al suo attuale stato di cassa integrazione.

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Insomma, in tanti hanno avuto dei dubbi, ma nessuno a tal punto da imporre l'effrazione della porta per motivi di emergenza. Solo lunedì il dubbio, e il cane sempre vagante, hanno portato alla scelta di sfondare la porta. L'autopsia disposta dalla Procura di Forlì chiarirà gli ulteriori dettagli di questo triste decesso.

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