Mollano tutto e decidono di partire per il Canada: ma erano stati abilmente truffati

Chiudono l'azienda, vendono l'auto, ritirano le figlie da scuola: destinazione Canada, per motivi di lavoro. Ma arrivati a Milano ecco l'amara sorpresa...

E’ una storia che potrebbe benissimo essere uscita dalla trama di un film tragicomico quella che ha portato alla denuncia di tre persone con l’accusa di truffa e falsità in atti. Tutto ha inizio diversi anni fa, ma le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile, diretta da Claudio Cagnini, si sono concluse solamente a primavera dell’anno in corso ed hanno portato, come detto, alla denuncia di tre persone: un uomo di circa 40 anni, una donna di origine sarda di 35 e la madre di quest’ultima.

L’INIZIO DELLA STORIA - Una coppia forlivese, marito e moglie sulla quarantina, lui titolare di una piccola azienda famigliare, da tempo stavano pensando di trasferirsi all’estero con le figlie, come stanno facendo molti italiani sopratutto negli ultimi anni, per motivi di lavoro. L’occasione giusta arriva quando i due conoscono una coppia, lui romagnolo, lei di origine sarda, che dopo diversi mesi di frequentazione gli propongono di andare in Canada, e per la precisione a Toronto, per lavorare dalla zia di lei nel campo della ristorazione. La coppia, che si rivelerà poi un’astuta (ma non troppo) accoppiata truffaldina, preme per assumersi l’onere e l’onore dell’organizzazione completa del viaggio: biglietti aerei, permessi, contratti di lavoro. Tutto studiato nel minimo dettaglio. La coppia forlivese, allettata dall’idea, si lascia convincere e mette in mano l’intera organizzazione a queste, almeno a prima vista, affabili persone.

LA PREPARAZIONE AL VIAGGIO - Nel frattempo i due forlivesi chiudono la piccola azienda, vendono l’auto e riescono a raccogliere così i soldi necessari per la partenza e per permettersi la permanenza a Toronto, tra le altre cose città nella quale il costo della vita è particolarmente oneroso. Ritirano le figlie da scuola e si preparano al viaggio, dando comunque i soldi necessari alla coppia conosciuta da pochi mesi (circa 3mila euro) per l’organizzazione di volo, contratti e permessi. 

LA SCOPERTA DELLA TRUFFA - Marito, moglie, figlie, cane e quattro gatti partono così da Forlì in direzione Milano. Si sentono più volte telefonicamente con la zia canadese, che avrebbe dovuto fornirgli il contratto di lavoro, e che conferma che è tutto ok: si può partire. Nel frattempo, sempre a loro spese, avevano già espletato le operazioni di trasloco, spedendo già un carico di vestiti, scarpe e quant’altro a Toronto. Ma giunti in hotel a Milano, dove avrebbero dovuto essere raggiunti dalla coppia sardo-romagnola, ricevono la chiamata di quest’ultima. I due, con una scusa, dicono che non sarebbero potuti partire insieme a loro, ma solo successivamente. E’ a questo punto che la famiglia decide di verificare il tutto: con qualche breve chiamata e uno scambio di mail con l’ambasciata italiana in Canada scoprono che erano state vittime di una vera e propria truffa. I biglietti aerei erano inesistenti, i contratti di lavoro erano completamente falsi e non vi era traccia di questa fantomatica zia canadese, che aveva promesso loro il lavoro a Toronto. L’unica cosa che davvero era andata a buon fine, purtroppo per loro, era il carico di vestiti destinato alla città canadese.

LE INDAGINI - La coppia ha così denunciato il tutto, raccontando quanto accaduto. Sono partite le indagini, che si sono concluse nella primavera di quest’anno. La coppia sardo-romagnola aveva organizzato tutti nei minimi dettagli. Timbri falsi, biglietti aerei stampati accuratamente, contratti di lavoro molto simili a quelli utilizzati in Canada. Ma non è tutto: la fantomatica zia canadese non era altro che la mamma della donna, che chiamava con numero ‘anonimo’ dall’abitazione della figlia. Tutti e tre sono stati denunciati per truffa e falsità in atti.

LA 'CHICCA' FINALE - Ma a quanto pare la vera e propria mente della coppia era la donna. Perché quando, nei mesi scorsi, il 40enne si è visto ‘recapitare’ la denuncia ha candidamente affermato ai Poliziotti di essere stato anch’esso truffato da quella che, nel frattempo, era diventata ormai la ex fidanzata. La 35enne sarda aveva infatti raccontato all’ex di essere stata assunta da Hera e che sarebbe riuscita a trovare un posto di lavoro anche a lui nella stessa azienda. Per questo gli aveva chiesto 300 euro di anticipo per sbrigare le ‘pratiche’ di rito. Ma, anche in questo caso, non era vero nulla: nessun lavoro lei, nessun incarico per lui. Di vero c’erano solo i 300 euro spariti nel nulla e una nuova probabile denuncia per truffa alla ex fidanzata.

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