Truffa e violenza sessuale, il "santone" patteggia la pena. La vittima: "Ora è più facile distinguere il bene dal male"

E' l'epilogo giudiziario della vicenda del "santone" a capo di quella che gli inquirenti lo scorso marzo hanno definito una "organizzazione settaria a sfondo religioso”, il gruppo di preghiera “Immacolata concezione”

Ha patteggiato, concordando con la Procura una pena a 3 anni e 6 mesi. Contemporaneamente è stato disposto il dissequestro della "casa-santuario" di via Bacilina, in cui Mario Guerrini è tornato a vivere. E' l'epilogo giudiziario della vicenda del "santone" a capo di quella che gli inquirenti lo scorso marzo hanno definito una "organizzazione settaria a sfondo religioso”, il gruppo di preghiera “Immacolata concezione” del sedicente esorcista-guaritore forlivese Mario Guerrini, che si definiva all'interno di questo sodalizio “il profeta”. Guerrini, 78 anni, era accusato dei reati di truffa aggravata, esercizio abusivo della professione medica e di alcuni episodi di palpeggiamenti qualificati come violenza sessuale. All'inizio di marzo scorso era stato posto sotto sequestro il suo “santuario”, una normale casa del centro storico sormontata da una 'M' di 'Maria' luminosa appesa ad una finestra, che si trova a 300 metri dalla Questura. Locali pieni di altari, incensi, statue e immagini sacre, dove appunto si sono ritrovati per decenni i seguaci di Guerrini.

"Siamo soddisfatti, il nostro obiettivo non era colpire una persona, ma far conoscere al mondo cosa succedeva lì dentro", commenta una delle vittime, un uomo che ruppe il velo di un pluridecennale silenzio, rendendo possibile un servizio su Tv2000 del giornalista David Murgia  (penetrato con una telecamera nascosta nel gruppo di preghiera) e poi rendendo nota la sua vicenda in un'intervista a ForlìToday Due servizi giornalisti che riuscirono a far aprire oltre due anni fa un'indagine la Squadra Mobile di Forlì, che al suo interno ha un ufficio specializzato in questo genere di reati, molto difficili da perseguire. Inoltre anche la Diocesi decise di muoversi con risolutezza, intervenuta con chiarezza nell'aprile 2019, accusata in passato di un atteggiamento troppo “morbido”. Infatti, con un'ammonizione a carattere ufficiale, presa in base al codice di diritto canonico, era stato fatto divieto a Mario Guerrini, storico animatore del gruppo di preghiera “Immacolata concezione” di fare esorcismi e guarigioni, impartire benedizioni e svolgere atti tipici dei sacerdoti. Un "gioco di sponda" tra autorità giudiziaria canonica e autorità giudiziaria civile che ha portato al comune risultato.

La vittima, 40 anni, ha passato oltre metà della sua vita nel giogo del "santone", come spiegò lui stesso, arrivato a conoscere questo gruppo di preghiera in un momento di particolare debolezza per una serie di avversità della vita, ma anche per una debolezza della fede, che poi però non ha abbandonato, tanto che oggi, dopo la giustizia degli uomini, confida anche nella giustizia divina: "Per chi ci crede esiste anche la giustizia divina", ammonisce. E tornando alla sentenza, conclude: "Ora ognuno è pienamente responsabile delle sue azioni, mentre prima poteva essere più difficile distinguere il bene dal male, ora la sentenza p un punto di chiarezza". Il riferimento è a coloro che continuerebbero comunque ad essere seguaci di Guerrini, anche se, come spiega la stessa vittima, "dopo il sequestro, gran parte del gruppo si è allontanato". 

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Le indagini: sciagure terribili promesse ai i fuoriusciti 

E' stata un'indagine non facile, perché i seguaci di questo gruppo sono stati poco collaborativi, convinti dei “poteri speciali” dell'anziano santone. Mentre i fuoriusciti del gruppo che sono riusciti ad attivare l'indagine - persone che secondo la ricostruzione degli inquirenti si sono ritrovate sotto il gioco psicologico di Guerrini anche per vent'anni - sarebbero stati minacciati di sciagure terribili per aver abbandonato il gruppo, frequentato  ogni giorno feriale da circa una ventina di persone e di più durante le cerimonie della domenica. Per tutto questo, l'attività investigativa ha trovato il supporto dello psicologo della Polizia di Stato, in forza alla Questura di Bologna, che ha accompagnato inquirenti e vittime su questo cammino di uscita e denuncia.

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Scenografici riti per scacciare il maligno 

Secondo le accuse, che poi hanno trovato riscontro, l'indagato ai fini di conseguire vantaggi personali e di natura patrimoniale e sessuale da oltre trent'anni si sarebbe approfittato della vulnerabilità delle persone, che si avvicinavano a lui per la sua fama di guaritore, persone in quel momento fragili in quanto colpite da lutti, malattie e disagio psicologico. L'inganno, secondo le accuse, partiva dal far ritenere loro che l'origine delle loro momentanee sfortune fosse la presenza di spiriti maligni, che solo lui aveva il potere di scacciare. “Per questo durante le cerimonie pubbliche avrebbe allestito scenografici riti di purificazione, a cui facevano seguito sedute individuali di digito-pressione così forti da causare forti dolori, spasmi e conati di vomito ai fedeli-pazienti”, spiegava il dirigente della Mobile Mario Paternoster. Grida di dolore e lividi, nella sua personale religione, erano testimonianza del maligno che abbandonava il corpo del posseduto. “Per ogni seduta venivano richiesti 20 euro, una cifra tutto sommato modica e abbordabile”, ragiona il questore di Forlì Lucio Aprile. Ma la continuità nel tempo, per anni, di tali attività avrebbe portato, è la stima, almeno 10mila euro al mese, nelle tasche del santone. L'attività partiva con i primi appuntamenti alle 4 di mattina, per poi procedere fino alle 16-17, dal martedì al sabato.

Palpeggiamenti nelle parti intime durante gli esorcismi

In questo sfondo non mancavano alcuni palpeggiamenti “lascivi e repetini”, come li ha definiti il procuratore capo Maria Teresa Cameli, che la Polizia e la Procura hanno qualificato come episodi di violenze sessuali. Durante le sedute di esorcismo, infatti, avrebbe allungato le mani nelle parti intime dei pazienti maschi che si affidavano a lui per i loro mali.

Cure e diagnosi per non essendo medico

Il soggetto, rimarcano gli inquirenti,  pur non avendo alcuna laurea o titolo medico prescriveva anche farmaci di libera vendita a seguito di diagnosi che faceva ai fedeli che si rivolgevano a lui non solo per essere liberati dal male, ma anche per i vari acciacchi di salute. In alcuni casi, spiegano le forze dell'ordine, avrebbe anche consigliato a soggetti con patologie gravi a non assoggettarsi a cure mediche e interventi chirurgici. Questa come tutte le altre attività, concludono gli inquirenti, andavano avanti nonostante il tribunale ecclesiastico gli avesse irrorato un'ammonizione canonica alla fine del 2018, in cui gli si vietava di proseguire in attività tipiche dei sacerdoti. Neanche il richiamo dell'autorità religiosa, infatti, era riuscito a bloccare l'afflusso costante di circa 25 adepti che ogni giorno affollavano il suo santuario.

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