Cronaca

Con una banconota fasulla da 100 tentano la "truffa del resto": nella fuga trovano la Polizia

Ai ragazzi non è stato contestato il più grave reato di "spendita di banconta falsa" per la stampa grossolana della cartamoneta

Volevano mettere in atto la cosidetta "truffa del resto", un raggiro che può apparire semplice nella forma, ma che, quando messo in atto, si trasforma in una trappola micidiale, alla quale cadono molti esercenti. Ma questa volta è andata male ai due giovani malfattori, entrambi residenti a Forlì, che sono stati denunciati a piede libero dagli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Corso Garibaldi, diretti dal dirigente Stefano Santandrea. Ai ragazzi non è stato contestato il più grave reato di "spendita di banconta falsa" per la stampa grossolana della cartamoneta, per cui l’azione è stata ricondotta nell’ambito dei cosiddetti “artifizi o raggiri” idonei a trarre in inganno la vittima, tipici della truffa.

L’identificazione dei ragazzi è stata possibile grazie al tempestivo intervento del personale della Polizia Ferroviaria di piazzale Martiri d’Ungheria, in collaborazione con una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. In pratica, un agente della Polfer ha visto i due scappare in direzione dei binari morti della stazione di Forlì e, insieme ad altri colleghi li ha fermati, inzialmente con il proposito di sanzionarli per avere ignorato il divieto di percorrere quegli spazi a piedi.

Proprio mentre erano in corso le attività di identificazione, è sopraggiunta una commessa di un vicino esercizio commerciale, che li stava inseguendo poiché poco prima aveva ricevuto quella bancanota in pagamento di merce del valore di sette euro, e non essendosi subito accorta che la banconota non era genuina, aveva dato loro il corrispettivo di 93 euro in resto. Sul posto è immediatamente sopraggiunta anche una Volante, in ausilio ai colleghi della Polfer.

I due ragazzi sono stati perquisiti, con il ritrovamento e sequestro del denaro ricevuto in resto e della merce che avevano acquistato. La vittima ha invece consegnato la banconota, anche questa sequestrata, così da dare conto che solo una grave disattenzione avrebbe potuto farla confondere con una carta di corso legale, tant’è che, come detto, invece che contestargli il grave reato di "la spendita di banconta falsa", a loro carico si è proceduto per truffa. I ragazzi, terminati gli atti in Questura, sono stati poi riaffidati ai genitori.
 

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