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Tumore alla tiroide, alta incidenza soprattutto nelle donne

L'incidenza in Italia è tra le più alte del mondo: 18 casi/100.000 per le donne, 6 casi/100.00 per gli uomini; a Forlì dal registro Tumori della Romagna si evince una incidenza di 21.1 per le donne e 5.2 per gli uomini

A dieci anni dalla propria nascita, il percorso tiroideo dell’Ausl di Forlì si rafforza con il coinvolgimento sempre maggiore di  realtà come l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola e l’Ausl di Cesena, con le quali, peraltro, già da tempo si collabora in maniera proficua. Per fare il punto sulla situazione e presentare le nuove opportunità, l’U.O. di Endocrinologia e Malattie Metaboliche, diretta da Maurizio Nizzoli, e l’U.O. di Chirurgia Endocrina, diretta dal Alberto Zaccaroni, promuovono, martedì 6 dicembre, alle 9, nella sala Pieratelli dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, un convegno dal titolo “Carcinoma differenziato della tiroide”.

Nel corso del convegno, l’attenzione sarà rivolta, soprattutto, ai tumori differenziati della tiroide, la cui incidenza in Italia è tra le più alte del mondo: 18 casi/100.000 per le donne, 6 casi/100.00 per gli uomini; a Forlì dal registro Tumori della Romagna si evince una incidenza di 21.1 per le donne e 5.2 per gli uomini. Ciononostante, la sopravvivenza si mantiene elevata (oltre 90% a 5 anni) e la mortalità tende addirittura a diminuire, grazie a una diagnosi più precoce e a terapie sempre più appropriate. «Con questo incontro – aggiunge il dott. Nizzoli – intendiamo, inoltre, rafforzare il percorso multidisciplinare con il coinvolgimento sempre maggiore di realtà come l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola e l’AUSL di Cesena, con le quali peraltro da tempo collaboriamo in maniera proficua. Questo significa che l’integrazione di cui tanto si parla, nel nostro caso, esiste già nei fatti».

Negli ultimi anni la realtà ospedaliera forlivese si è molto impegnata nelle patologie endocrine, in particolare in quella della tiroide, e, a partire dal 2001, ha implementato un percorso interdipartimentale, che ha visto impegnati numerosi professionisti e diverse unità operative: Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Chirurgia Endocrina, Chirurgia Generale, Otorinolaringoiatria, Radiologia, Medicina Nucleare, Oncologia, Radioterapia, Anatomia Patologica, Laboratorio di Chimica Clinica.

La patologia nodulare della tiroide è estremamente frequente e può interessare, dopo la quinta decade, oltre il 50% della popolazione; peraltro, è di facile riscontro sia con la normale palpazione del collo, ma soprattutto con una semplice ecografia. Solo circa il 5% di questi noduli, tuttavia, è una neoplasia. E’ pertanto importante un’adeguata selezione e un appropriato utilizzo delle risorse per una diagnosi precoce e una  conseguente cura. Un tempo, molti forlivesi dovevano spostarsi in centri di riferimento anche lontani per avere una risposta a questa patologia. «Oggi – commenta il dott. Nizzoli – possiamo affermare con orgoglio che siamo in grado di offrire un percorso multidisciplinare completo dalla diagnosi alla terapia, seguendo il paziente a 360 gradi».

 


 

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