Tumori, la sfida dello Ior per non darla vinta alle angosce: un percorso per gestire stress e dolori

"La pratica della Mindfulness offre, in questo mare in tempesta, un’opportunità - spiega la dottoressa Ruggeri -. E' importante allenare le persone a portare un’attenzione gentile e non giudicante all’esperienza momento per momento offrendo una maggiore consapevolezza"

Migliorare l’offerta psicologica a favore dei pazienti e delle loro famiglie, per stare a contatto con le emozioni che emergono dalle cattive notizie e accogliere la sofferenza in modo consapevole. È questo lo scopo del percorso di Mindfulness dell’Istituto Oncologico Romagnolo, attivato su diverse sedi della Romagna: un servizio pensato per andare incontro alle nuove esigenze del malato oncologico nella società moderna. Per spiegare cosa significhi partecipare a tali sessioni, di modo che gli stessi pazienti possano decidere se prendervi parte o meno, lo Ior organizzerà su Forlì un incontro libero e gratuito dalle 10.30 di giovedì al Puntodonna di via Piero Maroncelli 39, alla presenza della dottoressa Elisa Ruggeri, la psicologa che guida i vari gruppi attraverso questa importante esperienza. In caso di adesione al percorso gli appuntamenti saranno ogni giovedì per otto incontri a partire dal 30 gennaio, dalle 9.30 alle 11.30, nei medesimi spazi del Puntodonna, per un costo complessivo di 150 euro a partecipante.

L’iniziativa, che vede il prezioso sostegno della Susan G. Komen Italia, è ovviamente volta ad offrire ai pazienti che vivono l’esperienza della malattia, e ai loro famigliari, un aiuto psicologico per affrontare al meglio il percorso di cura. Per partecipare o avere maggiori informazioni si può contattare la sede di Forlì al numero 0543/35929. "Grazie alla mindfulness ho molta più attenzione e consapevolezza – spiega Chiara, ex paziente del territorio di Rimini che ha preso parte al percorso – prima passeggiando per strada guardavo le cose ma non le osservavo veramente: era come se fossi perennemente distratta. Anche a livello interpersonale mi ha aiutato molto a gestire l’impulsività, specie in famiglia. Essendoci passata penso che sia di grande aiuto anche per le pazienti, per fare in modo che l’angoscia di una diagnosi e di un futuro incerto non prenda il sopravvento".

Mindfulness è una parola inglese traducibile con il termine italiano “consapevolezza”: tuttavia presuppone risvolti e significati che il nostro vocabolo non possiede. Nelle parole di Jon Kabat-Zinn, pioniere della tecnica, significa «prestare attenzione, ma in un modo particolare: con intenzione; al momento presente; in modo non giudicante". Si tratta dunque di un modo per dare maggior valore al qui ed ora, per non darla vinta alle angosce e alle preoccupazioni verso il futuro, proprio e dei propri cari, che una diagnosi di cancro scaturisce: quella che, nelle parole di Joseph Conrad, viene definita "zona d’ombra", quel confine netto tra prima e dopo la scoperta della malattia, che segna la fine della vita per come l’abbiamo vissuta e sancisce l’inizio di un’esistenza segnata da terapie ed esami.

"La pratica della Mindfulness offre, in questo mare in tempesta, un’opportunità - spiega Ruggeri -. E' importante allenare le persone a portare un’attenzione gentile e non giudicante all’esperienza momento per momento offrendo una maggiore consapevolezza, un grado di auto-comprensione e la capacità di riconoscere le emozioni senza esserne schiacciati. Il progetto si pone come obiettivo quello di offrire alle partecipanti una serie di competenze che possano essere integrate nella quotidianità, al fine di gestire efficacemente lo stress, il dolore, la malattia e i cambiamenti che questi portano nella vita di chi soffre. Oltre che durante l’incontro di presentazione le pazienti verranno reclutate tramite la partecipazione ai vari servizi che l’Istituto Oncologico Romagnolo offre gratuitamente, come il Progetto Margherita, la compagnia e ascolto o l’accompagnamento, e grazie la collaborazione dei vari reparti di Senologia, Breast Unit e Prevenzione dell’Area Vasta Romagna: a ciascuna verrà data la possibilità di seguire l’intero percorso assieme ad un accompagnatore. D’altronde, il tumore è una malattia che colpisce non solo la singola persona, ma tutto il sistema famiglia". 

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