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Sabato, 13 Aprile 2024
Turismo

Turismo, un 2023 positivo a Forlì nonostante l'alluvione. E al casello sono transitati oltre 3,2 milioni di mezzi

E' quanto emerge dal Rapporto sul movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere dell’Emilia-Romagna rilevati dall’Osservatorio turistico regionale (realizzato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna), ed elaborati da Trademark Italia

Oltre 3,2 milioni di autoveicoli in uscita al casello autostradale di Forlì nel 2023. E' quanto emerge dal Rapporto sul movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere dell’Emilia-Romagna rilevati dall’Osservatorio turistico regionale (realizzato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna), ed elaborati da Trademark Italia. Rispetto al 2022 il flusso di mezzi in transito nel casello di Forlì è cresciuto del 9,1%, tornando praticamente ai numeri pre-covid. Se nel 2023 sono stati 3.207.702 contro i 2.940.616 del 2022, mentre nel 2019 transitarono 3.232.586 mezzi. Chiaramente questo conteggio contempla ogni tipologia di spostamento, compreso quello del trasporto delle merci.

I dati turisti da gennaio a novembre nel Forlivese

Da gennaio a novembre i turisti a Forlì sono stati 91.493, con un incremento del 7% sull'anno precedente e con un 10,7% da recuperare sul 2019, mentre i pernottamenti sono balzati del 17% sul 2022 e del 22% sul 2019, per un totale di 252.762. Manca per completare il quadro il dato di dicembre, che ha visto il centro storico animarsi con gli eventi natalizi di "Forlì che brilla". Pesa invece sui comuni dell'entroterra l'alluvione di maggio, fatta eccezione per Castrocaro Terme e Terra del Sole cresciuta del 9,2% sull'anno precedente con i suoi 15.785 turisti (46.873 pernottamenti, con una crescita del 22% sul 2022) e Meldola con un +11,5% di turisti e +18,2% per quanto riguarda i pernottamenti. Santa Sofia ha visto il 44,1% dei turisti in meno rispetto al 2022, mentre Bertinoro il 23,4% (gli altri comuni dell'Appennino forlivese contano un -15,8%, mentre quelli collinari un -14,1%). 

I dati regionali

Il 2023 è stato un anno record per il turismo dell’Emilia-Romagna. Con i 61,8 milioni di presenze registrati nel 2023 vengono bruciati due traguardi significativi: il confronto con il 2022, anno della ripresa del turismo regionale, +1,9% (60.688.000), e ancora più quello col 2019, l’ultimo anno d’oro prima del Covid, +1,8% (60.751.000). Risultati positivi confermati anche per gli arrivi, che salgono a oltre 14,5 milioni: +6,2% sul 2022 (13.685.500) e +2,9% sul 2019 (14.132.000). E questo nonostante lo scorso anno sia stato caratterizzato dai devastanti effetti del cambiamento climatico, con l’alluvione di maggio che ha penalizzato in modo particolare la Romagna all’inizio della stagione estiva.

Non solo. Il 2023 si caratterizza anche per un altro importante primato: il ritorno dei turisti stranieri, che da gennaio a dicembre si attestano su oltre 16,4 milioni (16.413.000) di presenze (+14,9% sul 2022 e +8,2% sul 2019) - con una permanenza media di 4,1 giorni – e su 4 milioni (4.000.500) di arrivi (+20,7% sul 2022 e +7,3% sul 2019). In questo quadro, la Riviera pesa positivamente sull’intero movimento turistico regionale con il 68,9% delle presenze e il 50,5% degli arrivi complessivi, tallonata a distanza dalle Città d’arte e d’affari (14,9% delle presenze e 27,3% degli arrivi) che, trainate dalle Destinazioni Turistiche, incontrano sempre più l’interesse dei viaggiatori segnando il 40,4% di tutti gli arrivi degli stranieri.   Tutti positivi i numeri delle Città d’arte con un +10,4% degli arrivi e +9,5% delle presenze rispetto al 2022, e +4,9% e del +10,4% sul 2019.

Terzo attrattore turistico dell’Emilia-Romagna resta la Montagna (4,9% delle presenze e 5,6% degli arrivi regionali complessivi) con un aumento costante delle presenze e degli arrivi sia sul 2022 (rispettivamente +3,7% e +5,5%), ma soprattutto rispetto al 2019 (+25,5% e +40,6%). Numeri sostenuti dai turisti stranieri che scelgono l’Appennino con crescite a doppia cifra (+17,7% le presenze e +24,8 gli arrivi rispetto al 2022). Il comparto delle Terme tiene con numeri positivi sul 2022 (+1,4% gli arrivi e del +3,6%), anche se resta ancora in sofferenza rispetto al 2019 (-7,9% degli arrivi e del -6,1% i pernottamenti). Con gli stranieri che aumentano rispetto al 2022 del +7,3% per gli arrivi e del +10,2% per le presenze.

"L’Emilia-Romagna piace e si conferma ancora una volta regione attrattiva sia per i turisti italiani che per quelli stranieri - commentano il governatore Stefano Bonaccini e l'assessore al turismo Andrea Corsini -. Grazie al lavoro di squadra delle istituzioni e degli operatori del comparto, che non si è fermato un attimo neppure dopo l’alluvione senza precedenti di maggio, abbiamo superato anche i numeri del 2019, l’anno dei record prima dell’emergenza pandemica, con dati che sembravano quasi irraggiungibili. Risultati che denotano la raggiunta maturità dell’industria turistica emiliano-romagnola e che, guardando a un futuro non troppo lontano, saranno capaci di farne ancora di più uno dei settori trainanti della nostra economia, con l’obiettivo, entro il 2030, di raggiungere il 16% del Pil e posizionare l’Emilia-Romagna come regione turistica leader in Italia".

"Questi traguardi dimostrano anche che stiamo andando nella direzione giusta - proseguono presidente e assessore -. Abbiamo investito ingenti risorse per il rifacimento dei lungomare e per la riqualificazione delle strutture ricettive: opportunità accolte dagli imprenditori che hanno trasformato questi fondi in crescita, sviluppo e occupazione. E, insieme a loro, continueremo a investire nella promozione e valorizzazione del territorio, a partire dai grandi eventi sportivi internazionali quali Formula 1, Coppa Davis, MotoGp, Ironman, Giro d’Italia e quest’anno la partenza del Tour de France, da cui ci aspettiamo uno straordinario impatto sui territori. Un lavoro di squadra vincente per fare dell’Emilia-Romagna sempre più un’unica grande meta turistica".

"Questi numeri impongono una riflessione seria - chiudono Bonaccini e Corsini -, perché è indubbio che la resilienza dei romagnoli non è sufficiente per una completa ripresa. Gli imprenditori e i cittadini devono essere risarciti al 100% come promesso dal Governo per affrontare il nuovo anno con serenità. Non ci sposteremo di un millimetro fino a che tutte le risorse saranno arrivate nelle tasche degli imprenditori e dei lavoratori".

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