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Ulisse, partenza a gonfie vele per la mostra: code al San Domenico e curiosità per la nave greca

Domenica tanti visitatori si sono messi in coda per accedere al complesso museale di Piazza Guido da Montefeltro

Partenza a gonfie vele per la mostra "Ulisse. L’arte e il mito", ospitata al Museo San Domenico fino fino al 21 giugno ed inaugurata venerdì scorso. Un'esposizione imponente, il cui biglietto da visita, nella chiesa di San Giacomo, è il più antico reperto di nave greca attualmente esistente, per la prima volta in assoluto visibile al pubblico, in attesa di un proprio museo in Sicilia che sarà pronto il prossimo anno. Domenica tanti visitatori si sono messi in coda per accedere al complesso museale di Piazza Guido da Montefeltro. Sono stati circa tremila gli ingressi. Dopo il giorno di riposo del lunedì, la mostra riaprirà martedì dalle 9.30 alle 19. "Ulisse" conta già circa 35mila prenotazioni.

Il tema 

Il tema affrontato dalla mostra è quello di Ulisse e del suo mito, che da tremila anni domina la cultura dell’area mediterranea ed è oggi universale. Mito che si è fatto storia e si è trasmutato in archetipo, idea, immagine. La vasta ombra di Ulisse si è distesa sulla cultura dell’Occidente. Dal Dante del 26° canto dell’Inferno allo Stanley Kubrick di “2001 – Odissea nello spazio”, dal capitano Acab di “Moby Dick” alla città degli Immortali di Borges, dal Tasso della “Gerusalemme liberata” alla Ulissiade di Leopold Bloom l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di “Ritorno ad Itaca” là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure. Una grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte. Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere. La mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film art contemporanea.

Il tema di questa mostra, eccezionale per livello dei prestiti e per qualità dell’allestimento, è assolutamente affascinante. “Una mostra dove la grande arte non appare ancella, per quanto meravigliosa, della storia e del mito e non ne è mera illustrazione - sottolinea Brunelli-. Ma evidenzia come dalla diretta relazione tra arte e mito, attraverso la figura paradigmatica di Ulisse, nasca e si rinnovi il racconto. Perché l’arte, figurandolo, ha trasformato il mito. E il mito ha raccontato la forma dell’arte”. 

VIDEO - La mostra vista in anteprima, ecco cosa si può vedere

La mostra

Le sale ospitano 250 opere suddivise in 16 sezioni, in un percorso museale che ricomprende pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi. A partire dall'Ulisse di perlonga, opera in marmo risalente al I secolo dopo Cristo, immagine simbolo della grande mostra, e della Afrodite Callipige. Nella suggestiva cornice del San Giacomo si ammira il “Concilio degli dei” di Rubens, e via via la Penelope del Beccafumi, la “Circe invidiosa” di Waterhouse in arrivo dall'Australia, fino alle “Muse inquietanti” di De Chirico, all'Ulisse di Arturo Martini e al cavallo statuario di Mimmo Paladino. Come di consueto, si contano collaborazioni con i più importanti musei nazionale e internazionali, come il Museo d'Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze.

La nave greca arcaica di Gela

A segnare l'incipit, e non solo ideale, del percorso artistico e museale della mostra sarà un ritrovamento eccezionale, la nave greca arcaica di Gela, la più antica al mondo, che per la prima volta dopo il ritrovamento nei fondali marini di Gela viene esposta nelle parti più significative. Sarà quindi possibile osservare da vicino l'ossatura portante dell'imbarcazione, databile tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nel pare di contrada Bufala, al largo di Gela, a cinque metri di profondità. Le parti recuperate raggiungono una lunghezza massima di 17 metrie una larghezza massima di 4,3 metri. Le operazioni di recupero sono iniziate nel 2003 e sono state particolarmente complesse a causa della fragilità del relitto, concluse solo nel 2008, quando tutti i materiali sono stati inviati al restauro in Inghilterra, a Portsmouth. 

VIDEO - La nave greca di 2.600 anni fa: le immagini e la spiegazione

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