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Un armadio robotizzato prepara le medicine alla casa di riposo

La Casa di Riposo "Casa Mia" si è dotata di un armadiorobotizzato per la preparazione dei farmaci in blister e che viene usata nel 90 % delle strutture in Francia, Germania e Olanda

Nella prospettiva di un’organizzazione ottimale del proprio servizio a favore degli anziani, grazie ai contributi della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dell’8 per mille ricevuto dalla Chiesa Avventista, la Casa di Riposo “Casa Mia” si è dotata di un armadiorobotizzato per la preparazione dei farmaci in blister e che viene usata nel 90 % delle strutture in Francia, Germania e Olanda. Si tratta di un macchinario che provvede alla deblisterizzazione del farmaco e del suo inserito in bustine in base all’orario di somministrazione per ogni paziente.

L’apparecchiatura garantisce che per ogni busta sia possibile inserire fino a 8 farmaci ed è in grado di stampare sulla busta nome, morfologia, data di scadenza, n. del lotto del farmaco; nome dell’ospite, orario di somministrazione e eventuali altre informazioni utili alla somministrazione stabilite dall’utente. La stampigliatura comprende anche la possibilità si inserire un codice a barre per il riconoscimento della procedura.

In Italia “Casa Mia” è la prima struttura socio sanitaria ad utilizzarlo. Grazie a questo sistema, al momento della somministrazione l’infermiere dispone della terapia prescritta dal medico, confezionata in bustine monodose, in base all’orario di assunzione e all’ospite a cui deve essere somministrata. L’uso di lettori di codici a barre consente inoltre di identificare correttamente il destinatario della terapia e di confermare l’avvenuta somministrazione.

La gestione della terapia farmacologica rappresenta infatti un processo critico dei servizi residenziali, e non solo. Richiede competenza, attenzione, precisione e assorbe un tempo non trascurabile dell’attività infermieristica. La normativa prevede che la gestione del farmaco in fase di preparazione/somministrazione venga effettuata da un unico operatore. In un contesto ospedaliero tale requisito è garantito dal farmacista interno che prepara la terapia e la consegna all’Infermiere Professionale. Nelle strutture protette in generale, per ragioni di tempo e razionalizzazione del servizio, dato che la somministrazione avviene principalmente al momento dei pasti, il processo viene invece gestito da almeno due operatori diversi: un Infermiere Professionale prepara la terapia e il o i colleghi dei turni successivi la somministrano.

La preparazione della terapia consiste nello “sconfezionamento” del medicinale, e nell’inserimento della dose prevista dalla prescrizione, nei quattro scomparti del blister per la giornata terapeutica. Questa procedura implica la perdita del controllo sulla scadenza del farmaco in quanto viene tolto dall’involucro per essere inserito nel blister. È facile intuire che lo sconfezionamento al momento della somministrazione è improponibile in quanto richiederebbe troppo tempo per i 38 ospiti del nucleo ai quali andrebbero somministrati solitamente durante l’assunzione dei pasti.

Inoltre predisporre il piano di lavoro infermieristico in modo da prevedere la preparazione del farmaco da parte di ogni Infermiere Professionale prima della somministrazione ai pasti significa prevedere che ogni infermiere, almeno per ogni turno deve prendere in mano le confezioni dei farmaci e procedere allo “sconfezionamento” che quindi dovrebbe svolgersi almeno tre volte al giorno, triplicando il tempo di lavorazione e riducendo proporzionalmente il tempo di lavoro che rimane a disposizione dell’Infermiere Professionale per seguire il residente nella sua attività quotidiana.
 

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