Un Giovedì Santo diverso dal solito senza la tradizionale Lavanda dei Piedi

Un’esperienza che per molti fedeli rappresenta una novità, ma che porta a vivere la preghiera nella famiglia evidenziando il compito di ciascuno: la lettura del Vangelo e la meditazione di Papa Francesco

Nella nostra diocesi l’impegno dei sacerdoti per far sì che le celebrazioni eucaristiche nella Comunione Spirituale siano accessibili a tutti si è manifestato nell’organizzazione con la messa del Giovedì Santo in onda delle celebrazioni e dei momenti di preghiera sulle pagine dei social; ma per coloro che desiderano vivere la preghiera in famiglia, dovendo stare a casa in questo periodo, don Antonino Nicotra, direttore dell’ufficio Liturgico diocesano, insieme alla commissione, ha predisposto dei sussidi strutturati, nei quali i ruoli nella famiglia sono evidenziati con la lettura delle parti assegnate, dall’inizio della preghiera fino all’invocazione della benedizione di Dio sul pane posto al centro della tavola nella propria casa.

Un’esperienza che per molti fedeli rappresenta una novità, ma che porta a vivere la preghiera nella famiglia evidenziando il compito di ciascuno: la lettura del Vangelo e la meditazione di Papa Francesco. La diffusione alle parrocchie tramite l’ufficio diocesano della pastorale ha consentito che il sussidio avesse la divulgazione richiesta per la preghiera in famiglia. "Una delle cose belle emerse in questo tempo è la consapevolezza di quanto sia importante pregare in famiglia e celebrare liturgie domestiche - ha detto don Nicotra - queste tracce nascono nella nostra diocesi come strumento di comunione e di fraternità parole alle quali il nostro vescovo ci ha aiutati a diventare sensibili. Non si tratta soltanto di pregare in casa e nella propria famiglia, ma che tutti si sentano parte di una comunità diocesana unita nella preghiera. Per questo è stato predisposto uno strumento comune".

Nella prima giornata del Triduo pasquale il vescovo della diocesi di Forlì Livio Corazza ha voluto iniziare la mattina con un’ora di adorazione del Santissimo dalle 9.30 alle 10.30 insieme a tutti i sacerdoti della diocesi, ciascuno nella propria parrocchia, per ricordare la Santa Messa Crismale non celebrata quest’anno nella mattina del giovedì santo e nella quale i sacerdoti rinnovano il loro Ministero. Il papa ha annunciato nella Messa in San Pietro in Vaticano che se non sarà possibile celebrare la Messa Crismale prima della festa della Pentecoste la celebrazione sarà rinviata all’anno prossimo. Nell’omelia della Messa celebrata nella Cappella della Madonna del Fuoco in Cattedrale alle 17,30 il vescovo ha ricordato il momento della preghiera della mattina nella cappella della Curia, durante il quale sono stati pronunciati i nomi di tutti i sacerdoti diocesani, dei diaconi e dei religiosi, persino quelli in missione all’estero.

Ha meditato il Vangelo soffermandosi sull’importanza della vita in famiglia in questo momento e ha invitato a compiere il gesto del lavarsi i piedi a vicenda nelle famiglie, come indicato nella traccia di preghiera diffusa dalla Diocesi. “Il lasciarsi lavare i piedi nelle case è un servizio e nelle famiglie si impara a servire reciprocamente quotidianamente, perché è il luogo del servizio. Lasciarsi amare è ancora più difficile di amare”. Sulla Comunione Spirituale il vescovo ha spiegato alcuni aspetti: “Non è sufficiente desiderare di fare la Comunione, ma bisogna coltivare il desiderio di essere in comunione con Dio e con i fratelli. Si vive la comunione a casa quotidianamente”. Monsignor Corazza ha terminato con l’invito a credere che tutto andrà bene se ci si affiderà a Dio: “la Pasqua ci dice che può volgere tutto in bene, il Signore non ci abbandonerà mai nella morte perché ci dona la vita eterna”.

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L’importanza della presenza dei sacerdoti in mezzo alla gente è stato l’argomento al centro dell’omelia di Papa Francesco, nella Messa trasmessa dalla basilica di San Pietro alle 18 dove ha voluto ricordare il ruolo ed il compito di ciascun prete nella comunità cristiana. “Vorrei essere vicino ai sacerdoti, perché siamo tutti unti dal Signore per fare l’Eucarestia e per servire il Signore. I sacerdoti sono dei servitori e in questi giorni ne sono deceduti più di 60 qui in Italia proprio nel loro servizio dando la vita; insieme ai medici e agli infermieri sono i santi della porta accanto. I sacerdoti non devono dimenticare di chiedere perdono perché siamo tutti peccatori. siete tutti con me sull’altare, cari sacerdoti. Non siate testardi come Pietro e lasciatevi lavare i piedi, il Signore è nostro servo ed è vicino a voi per darvi la forza per lavarvi i piedi, siate grandi perdonatori, perché è la misura con la quale saremo perdonati. Ringrazio Dio per voi sacerdoti!”. Dietro alla mensa dell’altare nelle celebrazioni di questa settimana è sempre presente il crocifisso miracoloso già pregato sul sagrato della basilica.

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