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Martedì, 18 Giugno 2024
Diocesi e cultura

Un’immagine poco nota del Seicento: si svela alla chiesa di Schiavonia la "Madonna del Giglio"

Lunedì, a conclusione del “Maggio mariano in Centro storico” è previsto un incontro dedicato a un’immagine poco nota del Seicento, la “Madonna del Giglio”

Tra i tanti appuntamenti mariani che sono proposti a maggio, ce n’è uno tanto nuovo quanto antico. Lunedì 27, a conclusione del “Maggio mariano in Centro storico” è previsto un incontro dedicato a un’immagine poco nota del Seicento, la “Madonna del Giglio”. L’appuntamento è alle 20 presso la chiesa di Schiavonia da dove ci si recherà con una breve passeggiata fino alla Torre dei Quadri (in viale Salinatore), luogo in cui era originariamente collocata l’immagine. Interverrà, per la presentazione del dipinto, Paolo Poponessi. A seguire, la preghiera del Rosario.

La storia

La tela, di autore ignoto, fino ai primi anni del Novecento, era conservata in una chiesetta a ridosso delle mura, collocata nei pressi della “Torre dei Quadri” di cui restano avanzi in viale Salinatore, avanzi visibili passeggiando sul lungofiume. Dell’attività di culto della celletta rimane traccia nelle cronache di Filippo Guarini: per esempio il 23 agosto 1886, in occasione di un’epidemia di colera, “alla Madonna del Giglio, in fondo a questa strada, si sono accesi molti lumi, cantate le Laudi e recitato il Rosario, un po’ per spavento, un po’ per sentimento religioso che a Schiavonia c’è ancora”.

Per quanto riguarda il riferimento al Giglio, vi è chi lo collega al vescovo Marcantonio Gigli (1578-1580) che qui vi avrebbe collocato l'omonima Celletta. Pare un'ipotesi controversa, questa, perché il nome “Gilio” lo si ritrova anche nel 1215, in una sentenza di Innocenzo III: si tratterebbe di un fondo conteso tra la Cattedrale e l'Abbazia di San Mercuriale nei pressi dell'antica torre. Si cita anche un “Hospitium Gilii” fuori porta Schiavonia, almeno nel Cinquecento. Il fatto che però alcuni storici la chiamassero "Torre di mastro Giglio" confonde ancor più le idee.

Ancora il conte Guarini annota alla data 21 giugno 1897: “Oggi è aperta la chiesetta della Madonna di Gilio, sulle mura, in fondo a via Battuti, ed esposta in venerazione la sua Immagine per cura del custode Pietro Fussi”. Meno di dieci anni dopo, però, mura e chiesetta saranno abbattute, lasciando appena un abbozzo della “Torre dei Quadri” su cui attualmente poggia un ristorante asiatico. Nel 1905, il parroco di Schiavonia don Nicola Cicognani recuperò e quindi salvò l’antica immagine mariana e l’accolse nella sua chiesa. Oggi la tela è custodita dal vicario generale don Enrico Casadei Garofani ed è probabile che a seguito di questo appuntamento di storia e devozione popolare possa essere ricollocata nella chiesa di Schiavonia. 

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