Un nuovo libro su Benedetta: la beata dovadolese modello per i giovani

“Ho apprezzato molto il libro di padre Luca Vitali e Cristina Emiliani – scrive in prefazione Maria Grazia Bolzoni – perché mi sono rivista nella stanza di Benedetta mentre ci tenevamo per mano. Per nove anni siamo state amiche del cuore e con lei ho vissuto le pagine più belle del vangelo”

Un libro per proporre la beata Benedetta ai giovani. Sarà in vendita da lunedì presso la libreria del Duomo, in via Solferino, il testo “Benedetta Bianchi Porro apostola dei giovani”. Scritto da padre Luca Vitali e Cristina Emiliani, con postfazione del teologo don Luigi Maria Epicoco e copertina di Franco Vignazia, è venuto alla luce durante il periodo del “lockdown”, “pensando ai giovani e alle comunità cristiane che lavorano con loro”. “Ho apprezzato molto questo libro – scrive in prefazione Maria Grazia Bolzoni, l’amica cara della beata dovadolese – perché mi sono rivista nella stanza di Benedetta mentre ci tenevamo per mano. Per nove anni siamo state amiche del cuore e con lei ho vissuto le pagine più belle del vangelo. Il lavoro di padre Luca e Cristina mi ha aiutato a ritornare a quei momenti e credo che possa fare tanto bene ai giovani che cercano il proprio posto nel mondo, e alle comunità cristiane oggi chiamate ad annunciare loro il vangelo. Queste pagine, infatti, ci consegnano un’esperienza possibile, vivibile e per questo sono piene della vita di Dio”.

Non siamo di fronte ad una biografia, e tanto meno ad una agiografia: “Abbiamo cercato di fare una lettura critica – dichiara lo stesso padre Luca – con molti aspetti inediti, frutti della ricerca di Cristina, da cui Benedetta traspare come una luce per la chiesa che lavora coi giovani e come questi possano trovare nella beata un’amica e sorella nel cammino di fede”. “Attraverso le amicizie, come la mia con Benedetta – riprende la Bolzoni – i giovani si possono incontrare con Lui e accedere alla gioia del vangelo che conduce alla scoperta della propria realtà. Perché la gioia vera è riconoscere e accettare la propria condizione di vita, anche nei suoi aspetti più terribili, come realizzazione della propria vocazione, dando testimonianza all’amore di Dio”. Benedetta ha vissuto con grande intensità le sue relazioni, intessendole dapprima con gli amici, di cui ha avuto grande bisogno per accettare il suo stato e per scoprirne la ricchezza; poi con alcuni che ha considerato fratelli e sorelle, e poi con tutti.

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“Tale esempio – si legge nell’introduzione all’opera - ci ha spinti a soffermarci su questo particolare aspetto della sua vita e della sua missione, perché, come dice papa Francesco: «l’amicizia è un regalo della vita e un dono di Dio. Attraverso gli amici, il Signore ci purifica e ci fa maturare. Allo stesso tempo, gli amici fedeli, che sono al no­stro fianco nei momenti difficili, sono un riflesso dell’affetto del Signore, della sua consolazione e della sua presenza amorevole». Si può dunque affermare come l’amicizia sia una vera e propria condizione per poter vivere il vangelo”. “Benedetta Bianchi Porro – è l’incipit del primo capitolo -  è riuscita in un’impresa difficile, complessa, misteriosa: quella di trovare senso, pienezza, gioia e passione, in un’esistenza apparentemente fallimentare”. Ma anche: “A tutti coloro che varcavano la porta della sua stanza, Benedetta ripeteva: «Ti stavo aspettando», mostrando, nel suo, il grande cuore del Padre”. “Queste pagine – attesta don Epicoco - testimoniano non soltanto la santità di questa giova­ne donna ma anche la possibilità di questa santità attraverso il dono dell’amicizia”. Il vangelo e Benedetta ci insegnano che è possibile essere felici, nonostante la nostra debolezza e persino nella sofferenza estrema. 

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