Un progetto di arricchimento culturale: il canto lirico entra nella scuola di Tredozio

L’iniziativa è nata con lo scopo di sensibilizzare i più giovani ad un ascolto del repertorio operistico e creare quindi un nuovo pubblico

Si è concluso nel teatro di S. Michele a Tredozio il progetto “Il canto lirico entra nella scuola”. L’iniziativa è nata con lo scopo di sensibilizzare i più giovani ad un ascolto del repertorio operistico e creare quindi un nuovo pubblico, sensibile, attento, consapevole e critico, cioè un ascolto che conduce al “capire”. Dopo una breve analisi sui teatri e sulla lirica, l'artista Wilma Vernocchi ha diretto gli alunni sulle note della canzone cinese” Mo li fuà” (“Profumo di gelsomino” canzone folcloristica usata da Giacomo Puccini nel primo atto dell’opera-fiaba "Turandot") e sul "Va pensiero" dall’opera Nabucco di Giuseppe Verdi alla presenza di un folto pubblico. Tra i presenti in platea, vi era il sindaco di Tredozio, Simona Vietina, il direttore generale della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Francesco Moncelsi e il direttore della filiale di Tredozio, Laura Coi.

Il primo cittadino ha incontrato la cantante nella villa della Collina la scorsa estate: "Fin da subito - racconta - si è delineata la possibilità di una costruttiva collaborazione al fine di arricchire la scuola locale, che seppur piccola e di montagna, regala sempre progetti di qualità. Questo dimostra che anche nelle realtà periferiche possono nascere spunti interessanti che poi, alimentati nella giusta maniera, si traducono in risultati eccellenti come il progetto realizzato insieme a Vernocchi". 

"L’iniziativa ha permesso ad alunni e docenti una riflessione artistica che, generalmente, la scuola non affronta. Ha perciò apportato un arricchimento che non sarebbe stato possibile senza la collaborazione e il fondamentale sostegno della Carisp di Forlì, che ha sposato il progetto e l’ha sostenuto economicamente con il Fondo di Beneficenza - afferma Vietina -. Un fondo, creato appositamente con l’accantonamento di una quota degli utili distribuibili, a favore di progetti di solidarietà e utilità sociale, quindi per il sostegno ai territori".

"La scuola di Tredozio si è quindi arricchita culturalmente grazie ad una banca ben radicata nel tessuto sociale e che pone la clientela al centro della propria attività - conclude il sindaco -. Una banca che si è data come Codice Etico quello di condividere, con la comunità, l’attenzione alla persona, ai diritti umani, alla solidarietà economica e sociale, allo sviluppo sostenibile, alla conservazione dell’ambiente e al sostegno alla cultura e all’educazione".

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