Un viaggio a piedi tra le terre colpite dal sisma del 2016: "Il tempo si è fermato a quella notte"

"Le case distrutte, le tavole ancora apparecchiate, convivono con le casette prefabbricate dove vivono le persone, soprattutto anziane, che non hanno abbandonato quelle valli", spiega Mattia Fiorentini, Guida Ambientale Escursionistica e fondatore del progetto Scomfort Zone

Fare escursioni e incontri lungo le pendici dei Monti Sibillini assume un duplice valore dopo il sisma che il 24 agosto del 2016 ha colpito il Centro Italia e tuttora resta intatto negli occhi dei visitatori e nella mente degli abitanti che hanno deciso di rimanere. Si è appena conclusa la quattro giorni chiamata "Monti Sibillini - A passo lento oltre il Sisma” organizzata dal portale di esperienze di viaggio Scomfortzone.com che ha coinvolto 15 partecipanti provenienti da diverse città emiliano-romagnole.

"Con questa esperienza - spiega Mattia Fiorentini, Guida Ambientale Escursionistica e fondatore del progetto Scomfort Zone - abbiamo voluto creare un’occasione per conoscere queste zone attraverso le parole e i racconti delle persone che le abitano. Tutti noi immaginavamo che la ricostruzione fosse compiuta, non avevamo più notizie di queste frazioni confinanti tra Umbria, Marche e Lazio. Appena giunti ad Arquata del Tronto ci siamo resi conto della realtà. Il tempo sembra essersi fermato a quella notte di quattro anni fa. Le case distrutte, le tavole ancora apparecchiate, convivono con le casette prefabbricate dove vivono le persone, soprattutto anziane, che non hanno abbandonato quelle valli".

"Questa esperienza ci ha visto camminare fino a raggiungere la cima del Monte Vettore, la vetta più alta dei Monti Sibillini, scendere lungo la piana di Castelluccio di Norcia, fare una cena tipica marchigiana in un ristorante collocato dentro un container, incontrare progetti che mirano a far ripartire un turismo inclusivo. Abbiamo fatto base in un bellissimo rifugio gestito da una coppia che dopo il terremoto del 2016 ha perso la propria casa e attività - spiega Fiorentini.  Tutto quello che abbiamo mangiato durante il nostro viaggio è stato ottenuto da prodotti del territorio, da fornai, contadini e pastori che hanno deciso di continuare a vivere nella loro terra di origine nonostante le enormi difficoltà che affrontano ogni giorno".

Conclude Fiorentini: "Camminare lungo le Terre Mutate dal sisma del 2016 attraverso un turismo lento e consapevole ci ha permesso di arricchire la nostra conoscenza personale e fare nascere nuove amicizie e sinergie. Siamo tornati a casa dai Monti Sibillini con impressi i volti di persone dal cuore grande, paesaggi da perdere il fiato e quella inspiegabile sensazione di avere ricevuto ancora una volta molto di più di quello che si è dato".
 

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