Una messa per ricordare don Pippo a 68 anni dalla morte

Domenica 8 novembre 2020, alle 11, in San Mercuriale, messa solenne in suffragio di Monsignor Giuseppe Prati, presieduta dal vicario generale diocesano Gianpietro Fabbri

Il 9 novembre 1952 si concludeva la vita terrena di mons. Giuseppe Prati. Il popolare don Pippo, il “santo” dei forlivesi, sarà ricordato domenica, nel 68° anniversario della morte, con la messa che mons. Gianpietro Fabbri, vicario generale diocesano, presiederà alle 11 nella basilica di San Mercuriale.

La liturgia commemorativa, proposta dall’Opera don Pippo, dal periodico diocesano Il Momento e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, si concluderà con l’omaggio e la preghiera alla tomba del sacerdote, sepolto dal 1957 nella cappella Ferri. La figura di don Pippo rimane indissolubilmente legata alla salvaguardia di San Mercuriale, da intendersi sia come luogo di culto che come comunità di persone, di cui era divenuto curato il 19 marzo 1944: la “vox populi” sostiene, infatti, che il sacerdote la notte dell’8 novembre 1944, vigilia della liberazione di Forlì, abbia fatto ubriacare i soldati tedeschi con liquori giunti dal vescovado, impedendo così la distruzione del campanile. “Ciò che monsignor Giuseppe Prati è stato per la città – scrive nel 1962 don Mario Vasumi su Il Momento - non è stato ancora sufficientemente valutato. Quando qualcuno avrà animo di farlo, potrà forse parlare di un'epoca nuova per la storia cristiana di Forlì, segnata da un prete che non si è limitato a una testimonianza personale, ma ha creato un ambiente, uno stile, una tradizione”. Nel giorno in cui don Pippo chiuse gli occhi per sempre, la notizia fece subito il giro della città: accorsero a migliaia ai funerali solenni, celebrati in San Mercuriale.

Con Mario Baldelli, mons. Prati aveva condiviso la creazione dello Scoutismo a Forlì: il lieto evento si era materializzato nella primavera del 1923 presso l’oratorio “San Luigi” della parrocchia di San Biagio, che ancora non era gestita dai Salesiani. Al suo attivo, questo straordinario sacerdote vanta la fondazione del Partito Popolare, nel 1919. In quell’anno, don Pippo dette vita pure a “Il Momento”, il periodico cattolico retto sino alla morte: il giornale fu palestra di vita e professionale per giovani come Diego Fabbri, Gino Mattarelli e don Francesco Ricci, che divennero suoi collaboratori e che poi scrissero pagine indelebili di storia forlivese. Nel 1992, al popolare sacerdote è stata intitolata la piazzetta accanto alla basilica di San Mercuriale, per iniziativa de il Momento che allo scopo raccolse ben 7023 firme. Il ricordo più concreto di mons. Prati rimane l’Opera Don Pippo, sorta già l’anno della sua morte come scuola professionale femminile per iniziativa di Elisabetta Piolanti, detta “Mamma Bettina”.

Nel 1960 si è ampliata con l’apertura di una casa famiglia in via Cerchia per ragazze disabili, seguita nel 2005 dalla costituzione del centro Luigi Lago. Nel 2010 è stato inaugurato il fabbricato polifunzionale con i nuovi laboratori, il centro diurno e i mini appartamenti per famiglie con figli diversamente abili, seguito nel 2012 dalla costituzione di un gruppo appartamento riservato a persone con lieve disabilità e buona autonomia. La S. Messa in suffragio di mons. Giuseppe “Pippo” Prati sarà trasmessa in diretta sull’emittente Teleromagna (Canale 14)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pensioni dicembre: pagamento anticipato, il calendario per ritirarle alla Posta

  • Porta loro da mangiare, viene aggredito dai cinghiali che aveva "adottato": trasportato d'urgenza al Bufalini

  • Dopo la morte del figlio, l'anziana titolare si ritira: la prima fabbrica di cioccolato della Romagna è in vendita

  • Violento schianto frontale sul rettilineo: grave una donna, soccorsa con l'elicottero

  • Attaccato dai cinghiali che aveva "adottato": il 65enne non ce l'ha fatta

  • Lo storico marchio della piadina cambia di proprietà. La produzione resta a Forlì

Torna su
ForlìToday è in caricamento