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Una serata dedicata ad Angelo Maria Budroni con Gabriele Zelli

Nacque a Chiaromonti, in provincia di Sassari, il 18 gennaio 1926 ed emigrò giovanissimo dalla "sua" Sardegna verso la Romagna

Lunedì alle 20.45 al Centro sociale di Via Sillaro 42, alla Cava, si svolgerà una serata dedicata ad Angelo Maria Budroni. "Nacque a Chiaromonti, in provincia di Sassari, il 18 gennaio 1926 ed emigrò giovanissimo dalla "sua" Sardegna verso la Romagna - ricorda Gabriele Zelli -. Inizialmente venne ospitato dal fratello maggiore che viveva a Faenza, ma ben presto dovette cercare una nuova abitazione perché nell'appartamento del faniliare, che nel frattempo si era sposato, non c'era più posto".

"Negli anni '50, dopo che ebbe trovato lavoro nel settore edile, incontrò Adriana, sua futura moglie e fu accolto come un figlio dai suoi genitori nella casa dove abitavano nella campagna a Villanova - continua Zelli nel ricordo -. Insieme alla moglie e ai suoceri lasciarono Villanova dopo che, con molti sacrifici, si costruirono una casetta in via Savio, nel quartiere Cava; località che si stava espandendo proprio in quegli anni. Lì trascorse la sua breve ma intensa vita. Ben presto venne coinvolto nel progetto per dare una rappresentanza a quello che veniva ancora definito "villaggio della Cava": sprovvisto di fognature, della corrente elettrica, della linea telefonica e non poteva neppure contare sulla raccolta dei rifiuti. In collaborazione con don Mario Ricca Rosellini, l'indimenticato parroco del luogo per quindici anni, prima di partire per esercitare il suo operato di missionario, costituirono il primo Comitato di villaggio, un organismo che anticipò i comitati di quartiere che vennero istituiti successivamente alle elezioni amministrative del 1970, dopo un periodo di commissariamento del Comune e in seguito all'elezione a sindaco di Angelo Satanassi".

"Budroni, godendo della stima dei cittadini, fu a sua volta eletto con l'appoggio di centinaia di persone, anche non appartenenti al suo partito, il PCI, e divenne il presidente del Comitato di Quartiere - continua Zelli -. La volontà fu subito quella di creare servizi per i cittadini in base ai loro bisogni primari; non a caso proprio alla Cava fu costruito il primo asilo nido della città (1972), in un terreno che doveva ospitare un mercato rionale coperto. Le pressioni del quartiere fecero in modo che si approvasse un cambio di destinazione per ospitare un servizio che doveva andare incontro alle esigenze delle famiglie con figli piccoli. In seguito la località sarà dotata anche di una nuova Scuola dell'Infanzia (1974), che per un breve periodo fu ospitata nei locali del Centro Sociale di via Sillaro, poi della scuola elementare, e di un campo sportivo".

"In quegli anni fu posta una grande attenzione anche alla realizzazione di aree verdi e di un parco in modo che le tante famiglie, molte provenienti da altre regioni che nel frattempo iniziavano a occupare i tanti alloggi popolari che venivano costruiti, potessero godere di spazi per il gioco e per stare insieme. Non era una rarità, quindi, vedere Angelo Budroni insieme ad altri volontari con le attrezzature adatte (vanghe, zappa, ecc.) intenti a predisporre il terreno per la collocazione a dimora di piante ai bordi dell'impianto sportivo, o del parco. Nel portare avanti queste azioni Budroni chiedeva e otteneva la collaborazione di tutti i componenti del quartiere e di altre persone, sempre perseguendo la "soddisfazione" della popolazione della Cava - conclude -. Angelo Maria Budroni morì il 5 gennaio 1986 compianto da tutti, non solo dai residenti del suo quartiere".

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