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Domenica, 4 Dicembre 2022
Università

Università, protesta il sindacato studentesco e la Cgil: "Prezzi proibitivi nella nuova mensa"

"Il servizio, annunciato da Er.Go come “mensa” e inaugurato da appena dieci giorni, si sia subito rivelato senza dubbi inadeguato e inaccessibile", attaccano i sindacati

Una delegazione dell'Udu, sindacato studentesco, supportata dalla Cgil e da una delegazione della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, ha effettuato giovedì mattina un presidio all’esterno della nuova caffetteria del Campus universitario di Forlì "contro la tacita rimozione del servizio mensa prima presente e l’inaccessibilità dell’offerta del nuovo gestore". Volume, questo il nome del nuovo bar selezionato e sovvenzionato da Er.Go, l’azienda regionale per il Diritto agli Studi Superiori, si presenta come un locale accogliente e invitante: tavoli di legno, piante e luce naturale. "Peccato che il servizio, annunciato da Er.Go come “mensa” e inaugurato da appena dieci giorni, si sia subito rivelato senza dubbi inadeguato e inaccessibile - evidenziano i sindacati -: dal menu insufficiente a garantire un servizio mensa degno di questo nome, ai prezzi proibitivi che limitano fortemente l’accesso ai buoni pasto per gli studenti beneficiari di borsa di studio; dalla mancanza di alternative alimentari sostenibili, alla privatizzazione dell’acqua che viene ancora venduta in bottiglie di plastica".

I sindacati chiedono "il rispetto dei diritti di studenti e studentesse: i prezzi sono troppo alti e non accessibili per persone che non percepiscono uno reddito proprio e nel contempo sono iscritte all’università.  È stato tolto un servizio fondamentale, come la mensa a prezzi calmierati, senza che le rappresentanze studentesche venissero minimamente consultate a riguardo. Abbiamo riscontrato, prima di tutto, un’insufficiente contributo finanziario da parte dell’Ente regionale per il diritto allo studio e, comparando, è emersa inoltre una chiara mancanza di progressività dei costi nel servizio forlivese - così come a Bologna, Modena, Parma, Ferrara. Ci chiediamo, dunque, se non sia proprio il modello di diritto allo studio regionale a necessitare di una revisione".

"Per tutte queste ragioni abbiamo deciso di palesare l’ingiustizia che stiamo vivendo, per ricevere supporto alle nostre istanze da parte di chi pensa che sia necessario un sistema mensa più equo e accessibile - ribadisce l'Udu Forlì  - Chiediamo che coloro che usufruiscono della borsa di studio possano tranquillamente continuare ad avere i loro sconti sui pasti, che già lo scorso anno accademico risultavano insufficienti, che ci siano più locali convenzionati nei quali poter spendere gli stessi, che il Multicampus di Bologna cominci davvero ad essere un multicampus, attento alle esigenze di tutt? e non solo della sede centrale. E se non venissimo ascoltati? Non ci fermeremo e continueremo a mobilitarci fin quando la nostra voce non sarà troppo forte per poter essere ignorata. Il Diritto allo Studio è intoccabile e non può in alcun modo essere subordinato a logiche di mercato".

La mobilitazione degli studenti e delle studentesse continua ad essere supportata dalla Fiom Cgil Forlì: "Come non è accettabile che i lavoratori perdano la vita nelle aziende, è ancora più inaccettabile che studenti rischino la vita nei tirocini e vedano negarsi i diritti nelle aule universitarie. A Forlì il rapporto tra Fiom e Udu si è consolidato e ci vede oggi a sostenere le legittime richieste degli studenti e delle studentesse forlivesi". Le richieste che l'Udu Forlì avanza sono "un pasto adeguato e accessibile nel prezzo, un'alternativa compatibile con intolleranze e diete, distributori di acqua gratuiti ed un sistema di convenzioni che permetta a chi percepisce borse di studio di beneficiare del diritto allo studio". 

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