Università, quattro studentesse vincono la Business Challenge Kit Radiocolare

Il progetto è stato coordinato dal Basement Club dell’Università di Bologna: si sono candidati ben 30 studenti, provenienti da diversi corsi di laurea triennale e magistrale della Scuola di Economia e Management del Campus di Forlì

Keepitsimple è il nome che il team vincitore della business challenge “Kit Radiocolare” ha dato al prototipo sviluppato dall’odontotecnico Franco Fiumana con lo scopo di semplificare e ridurre i tempi di estrazione delle radici dentali. Nonostante il progetto sia iniziato nel pieno dell’emergenza Covid-19, si sono candidati ben 30 studenti, provenienti da diversi corsi di laurea triennale e magistrale della Scuola di Economia e Management del Campus di Forlì - Università di Bologna. Il team vincitore si è aggiudicato una borsa di studio di 3.000 euro. Il progetto è durato sei mesi ed è stato coordinato dal Basement Club dell’Università di Bologna, che da anni costruisce percorsi di specializzazione operativa e supporta i progetti imprenditoriali degli studenti con le aziende.
 
La challenge si è sviluppata in due fasi principali. La prima ha visto i team impegnati nella stesura del corpo principale del business plan, con ricerche di mercato e previsioni economico-finanziarie. Gli studenti hanno ascoltato le esigenze dell’imprenditore e cercato di dare maggior concretezza all’idea. La seconda fase, alla quale hanno potuto partecipare i 3 team selezionati da docenti, dell'imprenditore e dai componenti del Basement, ha avuto inizio a metà giugno e si è incentrata sul perfezionamento delle stime e della sezione di marketing del prodotto, grazie anche all’affiancamento della professoressa Alessandra Zammit.
 
Il team composto da Carlotta Cavalli, Arianna Cecchetti, Camilla Cirillo ed Elisabetta Gallina è quello che meglio è riuscito ad ascoltare le esigenze dell’imprenditore e a dare maggior concretezza e originalità al proprio business plan, aggiudicandosi la borsa di studio. “È stata una challenge molto ricca e stimolante”, dicono le ragazze. “La collaborazione che abbiamo instaurato all'interno del gruppo ci ha portate a condividere reciprocamente le nostre conoscenze pregresse ed acquisirne di nuove, lasciandoci soddisfatte dell'esperienza che abbiamo portato a termine con successo. La fiducia dell'imprenditore nei nostri confronti è stata il fondamento per l'intero progetto e speriamo che in futuro questo tipo di collaborazioni diventino parte integrante del percorso universitario dell’Alma Mater”.
 
Anche Franco Fiumana si è detto molto soddisfatto di come è stato gestito il progetto, affermando che la cosa che più l’ha colpito è stato “l'entusiasmo da parte di tutti i ragazzi partecipanti alla challenge, passione che ha caratterizzato l'intero percorso e che mi ha contagiato fin dai primi confronti.” Aggiunge poi che “questa esperienza, questo raffronto, fra mondo reale e mondo teorico, prima ancora che generazionale, ritengo abbia lasciato un'esperienza da portare nel baule dei propri ricordi per il futuro. È stato difficile, molto difficile, selezionare il lavoro migliore, poiché la differenza non era nei contenuti, bensì nell’obiettivo. Ringrazio i ragazzi di Basement per la bella esperienza trasmessami, con la speranza di nuove collaborazioni future”.
 
Dopo l’esperienza di Grafiche MDM, anche questa business challenge dimostra quanto può essere proficua la collaborazione tra università, studenti ed imprenditori, con vantaggi per tutte le parti coinvolte. Queste esperienze sono una grande ricchezza per gli studenti in termini di esperienza, sviluppo di competenze, career management, orientamento nelle scelte future e persino consapevolezza di sé. Il servizio offerto dal Basement Club dei Campus di Forlì e di Cesena dell’Università di Bologna contribuisce quindi a integrare sempre più lo studio con la conoscenza pratica richiesta nel mondo del lavoro.

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La professoressa Bandini, direttrice della commissione esaminatrice afferma “come diceva un vecchio proverbio latino, accidere ex una scintilla incendia passim – a volte da una sola scintilla scoppia un incendio. Il nostro augurio per il futuro è di accendere ancora più scintille nelle menti dei nostri studenti, dando poi loro modo di concretizzare le idee e generare innovazione”.

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